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Informazioni
Cose da sapere
"Ogni luogo è magico e la Tunisia è uno di questi. Se hai deciso di visitarla è sicuramente perché ha fatto nascere in te un po' di curiosità"
Ogni bravo viaggiatore dovrebbe prima informarsi sulle tradizioni e sulla cultura del luogo da visitare e, una volta arrivati, bisogna cercare di scoprire il più possibile il luogo che ci ha accolti, senza preconcetti o pregiudizi. E' necessario essere curiosi, rispettosi, attenti ai dettagli e alle piccole cose. ciò perché "avere nuovi occhi" è fondamentale per godere appieno il viaggio e al ritorno raccontare l'esperienza senza bisogno di mostrare le fotografie.


Il viaggiatore senza pregiudizi
Accogliere un viaggiatore è molto importante perché non bastano la bellezza del luogo da visitare e quant'altro di positivo è stato pubblicizzato occorre che questi sia accolto con ospitalità, cortesia e attenzione. Si deve sentire a proprio agio perché si trova in un Paese che non conosce.
E' importante fargli vivere un soggiorno vero, autentico e farlo immergere con rispetto nella cultura locale e cercare di farlo interagire con le persone del posto.
Essere di supporto per evitare che cada nelle trappole turistiche, lontano dai circuiti del turismo di massa e scegliere opzioni autentiche, come trattorie e ristoranti locali e negozi artigianali: la sostenibilità è importante per un viaggiatore che rispetta le tradizioni, la cultura e l'artigianato.
Occorre però che il viaggiatore sia tollerante e deve sapersi adattare al luogo e alle usanze della popolazione locale e aperto alla gente del posto per cercare di entrare il più possibile nella loro quotidianità … in poche parole, essere il meno possibile turisti, immedesimarsi con l'ambiente e lasciare a casa tutti i pregiudizi.
Un viaggio perfetto è tale se quando torni a casa non hai bisogno di riguardare le foto per ricordartelo, ma chiudi gli occhi e senti i profumi, i sapori e le voci di quello che hai vissuto.

Rispettare la cultura del Paese
Rispettare le culture locali è importante non solo per evitare di offendere gli abitanti del luogo, ma anche per imparare qualcosa di nuovo e approfondire la propria conoscenza del mondo. Quando si viaggia, è importante cercare di capire le usanze e le tradizioni locali e rispettare le regole di comportamento locali.
Il viaggio consapevole implica il rispetto delle culture locali e delle tradizioni. Anche se ci sono differenze culturali, il rispetto per le usanze locali può essere un'esperienza gratificante e interessante.
E' sempre buona norma rispettare le regole comportamentali e le disposizioni che sono in vigore nel Paese. Un esempio può essere quello di evitate di fotografare persone senza il loro esplicito consenso.
Hijab
Hijab è il velo musulmano. In Tunisia le donne hanno ottenuto diversi diritti ancora prima dell'Italia. Per quanto riguarda l'abbigliamento, il velo non è obbligatorio, ma una scelta personale: ci sono donne senza velo, con velo, qualcuna con il niqab. Per il vestiario dipende dalle città e dai quartieri : come in ogni parte del mondo, nei paesini e nelle regioni interne la mentalità è più conservatrice.

Turismo e Islam in Tunisia
La Tunisia è una destinazione turistica popolare, attratta dalle sue spiagge, dai suoi siti archeologici e dalla sua ricca cultura. Il turismo religioso è in crescita, con molti visitatori interessati a conoscere l'Islam in Tunisia e a visitare le sue moschee storiche.
È importante per i turisti rispettare le tradizioni e le usanze locali, vestendosi in modo appropriato quando si visitano le moschee e i luoghi di culto. Durante il Ramadan è consigliabile evitare di mangiare, bere e fumare in pubblico durante le ore diurne.
Il turismo può contribuire a promuovere la comprensione interculturale e il dialogo interreligioso. Visitare la Tunisia significa scoprire un paese affascinante, con una storia millenaria e una cultura ricca di sorprese. L'Islam in Tunisia è parte integrante di questa esperienza.
https://www.tunisi.info/islam-in-tunisia/
Fotografare per strada
Un aspetto importante che spesso, purtroppo, viene trascurato da alcuni turisti, è fotografare le persone, specialmente quelle che si incontrano per strada. E' vero che la street photography è una forma di fotografia che cerca la bellezza nella quotidianità, catturando la vita di tutti i giorni attraverso l'obiettivo della fotocamera, del tablet e del telefonino. Si distingue per la presenza umana, la ricerca di luoghi suggestivi e l'abilità nel cogliere l'inaspettato attraverso l'elemento del caso. In Italia come in molti paesi, l'immagine di una persona è un diritto che va tutelato ed è considerato parte integrante del più ampio diritto alla privacy.
La fotografia di strada si colloca all'incrocio tra il diritto alla privacy individuale e il diritto alla libertà di espressione e di informazione.
Le foto di persone rappresentano i loro momenti e pertanto durante questi scatti è importante avere la sensibilità, il rispetto e la capacità di comprendere in modo immediato i pensieri e gli stati d'animo del soggetto: dare rispetto, capire i gesti e gli sguardi che la persona può manifestare. Riuscire a comprendere le persone da fotografare dona poi umanità alla foto e non si intacca la loro privacy.
La fotografia di strada offre uno sguardo diretto, autentico e non filtrato su noi stessi e sulla nostra società. La streetphotography, deve evitare di ferire i sentimenti delle persone che fotografiamo perché abbiamo un dovere nei confronti dei nostri soggetti.
Fotografare persone per strada può essere ammesso legalmente purché non si sconfini nella molestia.
Il consenso ad essere fotografati per strada può essere dato dalle persone coinvolte anche tacitamente (semplicemente posando per lo scatto).
Fotografare i minori
La legge italiana tutela i minorenni con un apparato di norme molto articolato: basti solamente pensare alle tante disposizioni del codice penale che puniscono non solo la pedopornografia reale (cioè, quella che utilizza minori in carne ed ossa), ma anche quella virtuale; oppure alle sanzioni previste per chi impiega bambini nell'attività di accattonaggio.
Sono solamente alcuni esempi utili a farti comprendere l'attenzione che l'ordinamento dedica alla tutela dei fanciulli. I bambini, però, meritano una tutela a trecentosessanta gradi, che non trascuri nulla.

Ricette e piatti tipici tunisini
Scopri tutti i dettagli
La cucina tunisina ha radici secolari: le prime ricette venivano tramandate di madre in figlia, di generazione in generazione...è anche l'espressione di sapori orientali e mediterranei, di una cultura millenaria e del passaggio di tanti popoli diversi.
La gastronomia nordafricana nel suo complesso è abbastanza uniforme, tanto che si può parlare in generale di una cucina del Magreb (Màghreb). Con questo termine (dall'arabo Maghrib, che significa occidente, riferito al continente africano) nel mondo arabo si designa l'insieme di alcuni Paesi dell'Africa Nord-Occidentale, in particolare Marocco, Tunisia e Algeria, che hanno subito influenze simili nel corso della storia. La cucina tunisina è perciò il misto delle cucine portate dai popoli che vi hanno abitato: Fenici, Romani, Arabi, Berberi, Turchi e Francesi. La particolarità di questa gastronomia è quella di essere molto speziata e piccante.
Mi scuso se ci sono errori nei nomi delle pietanze o altro e invito tutti a suggerire le correzioni. Ringrazio!
Cibo e bevande in Tunisia

La cucina tunisina rappresenta il mix culturale delle sua storia millenaria e del passaggio sul suo territorio di diversi popoli. E' così l'espressione di sapori mediterranei, arabi e nord africana insieme.
• Un pasto tunisino inizia in genere con una serie di antipasti. Tra i quali non mancano mai le olive, il tonno e un piattino di Harissa, una salsa a base di pomodoro e peperoncino da spalmare sul pane. Non a caso, la cucina tunisina viene anche chiamata "cucina rossa" per la presenza ricorrente del colore rosso nei suoi piatti, dato appunto dal pomodoro, dal peperone rosso e dalla stessa harissa. Come antipasto praticamente sempre presente è l'ommok houriyya, un'insalata tipicamente tunisina, a base di carote con cipolle, aglio, sale, spezie, harissa, olio d'oliva, succo di limone, e decorata con prezzemolo, olive e uova soda tagliate. Viene servita come antipasto.
• Segue la pietanza principale, variabile in base alla zona in cui ci si trova, che viene servita insieme a un contorno. Nelle città costiere la cucina di pesce è molto diffusa. È facile trovare pesce fresco come sardine, sogliole, gamberi, calamari, spigole, frutti di mare e talvolta aragoste. Il pesce viene in genere cucinato alla brace o ala forno. Un piatto particolare è: crostacei alla Kerkenna che prevede la cottura direttamente in una salsa a base di pomodoro.
• Il piatto principale più diffuso è comunque il cous cous, semola finemente macinata e cotta solitamente abbinata alla carne, alle verdure e al pesce. Il cous cous in Tunisia ha una tonalità tendente all'arancione per la presenza del concentrato di pomodoro. Altri piatti tipici della Tunisia sono: il brik, una sottile sfoglia di pasta fritta ripiena con un uovo; la mechouia (insalata di peperoni e pomodori grigliata conditi con aglio, olio e limone); la koucha, ossia la spalla d'agnello al forno con peperoni e patate; l'agneau a la gargoulette (con verdure stufate); la kamounia (manzo e fegato in salsa al cumino); la tajiane (Il nome tajine indica qualsiasi piatto che viene stufato all'interno della particolare pentola in terracotta di origine berbera, spesso si tratta carne e legumi tritati, mescolati con formaggio e pepe); il mirmiz che è uno stufato di pecora con fagioli bianchi e salsa piccante e il mechoui (braciola di agnello alla griglia).
• Tra le specialità anche: la mhammsa che è simile alla nostra pastina da fare in brodo, quasi sempre accompagnata dal pomodoro; i ragout di gombos che sono tipo ratatouille e tra i più diffusi, sono quelli di piselli e quello di gombo (ocra), cucinati in sugo di pomodoro e serviti come contorno. Tra le zuppe, molto in uso la harira, a base di lenticchie, cipolle, pomodori, altre verdure, vitello e carne di montone.
• Un pasto tunisino non è completo senza pane fresco. Nelle zone di campagna si fa colazione con qualche fetta di pane immersa nell'olio di oliva, accompagnata con tè alla menta.
• Per quanto riguarda i dessert, gli ingredienti base sono: pistacchi, miele, mandorle, nocciole e datteri. Evidenti sono l'influenza ottomana a siciliana. Si trovano infatti dolci come la baklava (pasta sfoglia farcita con nocciole e coperta di sciroppo al miele); la bjeouia, una pasta di noci all'arancia; i makroud, dolcetti fatti con farina di grano e ripieni di datteri e miele; la booza, crema con nocciole; il mesfoub, ossia una variante dolce del cous cous a base di cannella, uva passa e datteri. La frutta è molto: dagli agrumi alle nespole, dalle pesche ai meloni, dalle albicocche ai melograni e mandorle. Nelle oasi, datteri.
BEVANDE
• La bevanda tipica è il famoso thé alla menta che in Tunisia può essere ulteriormente aromatizzato con pinoli e mandorle. Il the alla menta è tipico delle regioni desertiche e delle culture nomadi o arabe in genere, viene servito in ogni caffetteria del paese e anche in ogni angolo del deserto ci sarà occasione di sorseggiarlo. Servito in piccoli bicchierini di vetro è parte integrante della tradizione locale, che segue un vero e proprio rito nel prepararlo e servirlo. Si fa bollire e ribollire per tre volte in piccole teiere metalliche, e dopo un'attenta ossigenazione per formare la schiuma verrà servito a tre riprese, con tre gradazioni di gusto differenti, dalla più amara fino all'ultima più leggera e zuccherata.
• Il caffè è un rituale comune in quasi tutta la Tunisia. Si beve un caffè che fonde tradizioni italiane e arabe, con diverse varianti: l'Express (l'espresso italiano), l'Allongé (espresso lungo), il Capucin (simile al cappuccino) e il Direct (un caffè macchiato più leggero), ma la vera icona è il Qahwa Arbi (o Turk), un caffè forte e non filtrato preparato con una miscela arabica/robusta, zucchero e talvolta acqua di fiori d'arancio, servito nella tradizionale zezoua.
• Tra le "soft drink": sono diffusi anche le limonate, i frappe', succhi di frutta e bevande gassate principalmente prodotte in Tunisia..
• Per quanto la Tunisia sia un paese islamico, l'alcol è disponibile. Si trova principalmente nelle città turistiche e nei grandi supermercati. La bevanda più popolare è la birra, mentre l'aperitivo tipico del paese è il boukha, un distillato di fichi che, talvolta, viene mescolato con la coca-cola. L'influenza francese inoltre ha reso popolari il pastis, mentre il thibarine è un liquore tipicamente tunisino ai datteri, aromatizzato alle erbe. Il legmi è una bevanda diffusa in tutto il nord Africa a base di linfa di palma fermentata.

E' legale bere alcol in Tunisia
Molti visitatori si chiederanno in che modo la Tunisia gestisce l'alcol: cosa è consentito, dove acquistarlo e come la gente del posto lo affronta. La risposta è sfumata, plasmata dalla cultura, dalla religione e dalle leggi.
Guida rapida:
Capire come funziona
La Tunisia è un paese a maggioranza musulmana, ma l'alcol non è vietato. È disponibile, regolamentato e fa parte di un panorama culturale complesso, che bilancia religione, storia e vita moderna.
La legge consente la produzione, la vendita e il consumo di alcolici. Ciò che varia è dove e come ciò avviene.
Dove si vende l'alcol
In Tunisia è possibile acquistare alcolici in diversi modi:
Negozi autorizzati : presenti nelle città più grandi e nelle zone turistiche. Di solito sono chiusi il venerdì e durante il Ramadan.
Supermercati : alcune grandi catene hanno reparti separati per gli alcolici, accessibili sia alla gente del posto che agli stranieri.
Bar, hotel e ristoranti : gli alcolici vengono serviti apertamente nei locali autorizzati, soprattutto nelle città costiere come Tunisi, Sousse, Hammamet e Djerba.
Al di fuori di queste zone è meno comune, ma non è comunque un tabù.
Cosa bevono i tunisini
La Tunisia vanta una delle più antiche tradizioni vinicole del Mediterraneo. I vini rossi e rosati locali sono molto apprezzati, e troverete anche birra artigianale e liquori a base di datteri o fichi.
Mentre molti tunisini si astengono per motivi personali o religiosi, altri amano bere in compagnia, soprattutto in contesti urbani o costieri. È una convivenza pacifica, non una contraddizione.
È possibile acquistare alcolici durante il Ramadan?
Durante il Ramadan, la maggior parte dei negozi e dei bar autorizzati chiude. Tuttavia, gli hotel che accolgono ospiti stranieri possono continuare a funzionare. È ancora possibile acquistare alcolici presso punti vendita selezionati nelle principali città, ma in modo meno visibile.
Per i turisti: cosa sapere
È possibile bere in spazi privati o in locali autorizzati. Bere in pubblico per strada è sconsigliato.
Rispettare le norme locali: evitare l'ubriachezza visibile, soprattutto nelle zone più conservatrici o durante il Ramadan.
La disponibilità varia: nelle piccole città potrebbe essere più difficile trovare alcolici, quindi è opportuno organizzarsi di conseguenza.
I visitatori che lo affrontano con rispetto scoprono che l'atteggiamento della Tunisia nei confronti dell'alcol è più sfumato che restrittivo.

Un paese di strati
La storia dell'alcol in Tunisia riflette la sua identità stratificata: antichi vigneti di Cartagine, etica islamica, tracce coloniali e turismo moderno, il tutto intrecciato insieme.
La Tunisia vive comodamente in una posizione intermedia: un paese che conserva le sue tradizioni ma comprende le realtà del mondo che lo circonda.
Disponibilità e orari: La vendita è controllata. Nei supermercati, spesso si trova in apposite "stanze" separate, con orari ridotti (generalmente non oltre le 18:00) e chiuse il venerdì, giorno sacro.
Dove bere: Il consumo è libero e comune in hotel, bar, ristoranti con licenza e locali notturni, specialmente nelle zone turistiche come Hammamet, Sousse e Tunisi.
Età legale: L'età minima per il consumo di alcolici è 18 anni.
Produzione locale: La Tunisia vanta un'importante produzione vinicola (rossi, bianchi e rosé). Le bevande tipiche includono la birra locale, la Boukha (distillato di fichi) e il Thibarine (liquore di datteri alle erbe).
Galateo: È considerato irrispettoso consumare alcolici in pubblico (strade, parchi, spiagge non private) o mostrare segni di ubriachezza.
Attenzione: Il tasso alcolemico alla guida in Tunisia è 0,00 g/l.

Mangiare in Tunisia: i prezzi

Uno degli aspetti più interessanti della Tunisia è il costo della vita relativamente basso, che si riflette anche nei prezzi dei ristoranti e dei piatti tipici. Mangiare in Tunisia è generalmente conveniente (per noi italiani, europei) soprattutto se si opta per i ristoranti locali e i chioschi di strada.
Un pasto completo in un ristorante locale può costare dagli 8 ai 20 euro a persona, a seconda del tipo di ristorante e dei piatti ordinati. I chioschi di strada offrono opzioni ancora più economiche, come panini, brick, shorba e spuntini a partire da 1 euro. I ristoranti turistici, soprattutto nelle zone più frequentate, tendono ad avere prezzi più alti, dai 20 ai 40 Euro.
Nelle bracerie dislocate lungo le strade principali, si può mangiare pesce fresco e carne di pecora, montone, vitello e pollo. Tutto è cotto all'istante e ilo prezzo è a peso secondo le tariffe esposte. In questi locali si sceglie cosa mangiare, le pietanze scelte vengono pesate e portate al personale addetto al bracere. Quando è tutto cotto viene servito al tavolo. Al termine del pasto si effettua il pagamento esibendo il biglietto del peso che è stato rilasciato al momento della scelta.
Per risparmiare, è consigliabile evitare i ristoranti turistici e optare per i locali frequentati dai tunisini. Inoltre, è sempre bene chiedere il prezzo prima di ordinare, soprattutto nei chioschi di strada. Con un budget limitato, è possibile gustare ottimi piatti tipici e vivere un'esperienza culinaria autentica.
In conclusione, la Tunisia offre un'esperienza culinaria ricca e variegata, adatta a tutti i gusti e a tutte le tasche.

Street food in Tunisia
Cultura dello street food
La Tunisia vanta una vivace scena gastronomica street food, con innumerevoli varietà di cibo di strada tradizionale tunisino, ma ci sono anche alcuni classici che troverete in quasi tutte le città del paese.
- Fricassé: piccolo panino fritto con tonno, patate, olive e harissa.
- Bambalouni: una ciambella fritta e zuccherata.
- Kafteji: piatto o panino fatto con verdure fritte e tritate (peperoni, patate, zucchine) e uova.
- Makloub: un panino fatto con pasta per pizza e ripieno di carne grigliata, formaggio e salsa.
- Shorba:
- Lablabi: è il cibo di strada tunisino per eccellenza. Piatto tradizionale tunisino a base di baguette sfilacciata condita con brodo, ceci, uova e harissa.
- Brik: si prepara prendendo un quadrato di pasta fillo, riempiendolo con purè di patate, prezzemolo, un po' di tonno e un uovo, piegandolo a triangolo (o a volte arrotolandolo) e friggendolo. Si può ordinare con l'uovo mrowba , liquido, o tayba , cotto. Spesso viene servito con uno spicchio di limone e una manciata di piccole olive. È croccante, salato, caldo.
- egliere tra frittata di uova, formaggio, harissa, tonno, pollo o manzo alla griglia, verdure e diversi tipi di condimenti.
Shawarma ( dall'arabo شاورما ) è un piatto popolare a base di carne arrostita o brasata lentamente, consumata come panino nel pane pita ma anche su un piatto, chiamato anche kebab . In arabo, shawarma significa anche "rotazione" o "giro", perché la carne, solitamente agnello, ma anche manzo o pollame, viene marinata e poi cotta lungo uno spiedo verticale che ruota a lungo attorno a una griglia verticale. Viene poi tagliata a striscioline e servita in un panino con pane pita o pane laffa .
Chapati tunisino: è un panino completo con una varietà di ripieni offrendo un'ampia gamma di combinazioni. Si può sc
stita o brasata lentamente, consumata come panino nel pane pita ma anche su un piatto, chiamato anche kebab.
Baguette farcite: pane morbido con ripieno tunisino di tonno, prezzemolo, formaggio e uovo sodo. Si può aggiungere pollo cotto e piccante, pezzi di patate lesse, cipolle tritate finemente.
Mleoui-melaoui-malfout: questa specialità della Tunisia, ma piuttosto del Maghreb, dove è conosciuto anche come Msemen, Meloui, si presenta come focaccia piatta e si cuoce in padella o, tradizionalmente, sul fuoco a legna in una tajine di terracotta.

Il caffè fu introdotto a Tunisi da Abou Alhassen Chedli.
Secondo i cronisti dell'epoca, il caffè fu introdotto a Tunisi da Abou Alhassen Chedli (1196-1258). Questo sant'uomo era un asceta i cui seguaci fondarono la Zaouia di Sidi Belhassen Chedli, situata sulle colline di Djellaz. Si dice che Sidi Belhassen abbia introdotto il rito del caffè in Tunisia. La preparazione del caffè avrebbe permesso ai seguaci del santo di rimanere svegli fino a tarda notte e continuare i loro cicli di preghiera serali. Ancora oggi, il termine "Chedlia", derivato dal nome del sant'uomo, viene utilizzato per indicare il caffè. Nella Zaouia di Sidi Belhassen, c'è sempre stato un rituale in cui le persone si riunivano il venerdì sera per il "Kahouet essebt" ("caffè del sabato"). Questo rituale e questa posizione ci portano a ipotizzare che il primo caffè al mondo fosse a Tunisi, nel luogo in cui si riunivano Sidi Belhassen e i suoi seguaci. Si dice che il caffè risalga al 1240!
Il rito del caffè in Tunisia:
in Tunisia, il caffè è più di una semplice bevanda; è uno stile di vita. "Ogni tazza di caffè, preparata a casa, in un bar locale o in un ristorante di lusso, racconta una storia di tradizioni profondamente radicate nella cultura tunisina. Per secoli, i tunisini hanno condiviso momenti attorno a questa bevanda, che si tratti di discutere di affari quotidiani, accogliere gli ospiti o celebrare occasioni speciali. Tra i metodi di preparazione tradizionali, il caffè turco, o "caffè orientale", è forse il più simbolico. Preparato in una piccola pentola di rame chiamata "zazoua", il caffè viene macinato molto finemente e mescolato con acqua e talvolta zucchero prima di essere riscaldato lentamente. Questo metodo produce un caffè forte e aromatico dalla consistenza vellutata. I chicchi utilizzati per questo metodo sono spesso Arabica, apprezzati per la loro delicatezza e complessità aromatica". I caffè all'aperto sono un altro aspetto importante della vita tunisina.
In ogni angolo delle città, questi caffè sono punti di ritrovo imperdibili. Le persone si riuniscono lì per gustare una tazza di caffè, spesso accompagnata da pasticcini, scambiandosi notizie o semplicemente osservando il mondo che passa. I caffè tunisini si distinguono anche per i loro aromi unici. I chicchi vengono spesso tostati con spezie come cannella o cardamomo, aggiungendo una dimensione aromatica che cattura immediatamente i sensi. Questa pratica è particolarmente diffusa nelle regioni con forti influenze arabe e crea una gamma ricca e diversificata di sapori che si possono ritrovare in ogni tazza di caffè tunisino. In Tunisia, il caffè è più di una semplice bevanda: è un'esperienza culturale profondamente radicata nella vita quotidiana.
Tra i vari tipi di caffè disponibili, il caffè macinato e le capsule sono i più popolari. Gli amanti del caffè possono scegliere tra un'ampia varietà di opzioni in base alle proprie preferenze personali. Il caffè tradizionale, spesso preparato con chicchi di Arabica e Robusta, è una vera istituzione. Oltre alle opzioni tradizionali, anche il moka e l'espresso stanno guadagnando popolarità. Le caffetterie tunisine stanno iniziando a introdurre miscele esotiche provenienti da paesi come Colombia e Costa Rica. La tendenza è quella di sperimentare con i sapori, pur mantenendo l'intensità distintiva del caffè tunisino. Un'altra tendenza degna di nota è la crescente importanza attribuita ai chicchi di caffè macinati freschi. Molti intenditori di caffè preferiscono acquistare i chicchi e macinarli a casa con macinacaffè manuali o elettrici. Questa pratica preserva gli aromi e i sapori, dando come risultato una tazza di caffè più ricca.
Il caffè e i locali per il caffé in Tunisia
La passione dei tunisini per il caffè non è una novità: questa bevanda calda e avvolgente è parte integrante della cultura tunisina da secoli.
Il caffè è presente in tutte le occasioni sociali, dalle feste in famiglia alle conversazioni con gli amici. È anche un elemento importante dell'ospitalità tunisina e viene spesso offerto agli ospiti come benvenuto. I dati confermano l'amore dei tunisini per il caffè.
Il caffè ha avuto origine in Etiopia, dove si beveva fin dalla preistoria. I cespugli crescevano selvatici a quei tempi. La leggenda narra che un pastore notò l'effetto rinvigorente dei suoi chicchi sulle sue capre. I suoi cespugli erano chiamati K'hawah, che in arabo significa rinvigorente. Iniziò bevendo foglie di caffè bollite prima di utilizzare i chicchi stessi. Nell'XI secolo, il medico e filosofo persiano Avicenna elogiò le proprietà medicinali del caffè nel suo "Canone della Medicina", sostenendo che potesse curare qualsiasi cosa, dal mal d'orecchi ai problemi al fegato."
Il caffè veniva consumato alla Mecca alla fine del XV secolo in locali chiamati buyût al-kahwa (caffetterie). Si diffuse nel mondo arabo attraverso i pellegrini che tornavano dalla Mecca con questo prezioso bene, che forniva loro l'energia per il lungo viaggio. L'Impero Ottomano, che colonizzò Siria ed Egitto, lo introdusse in Turchia. Nel XVI secolo, le prime caffetterie aprirono a Costantinopoli (Istanbul), diventando un luogo di incontro per amanti del piacere e della letteratura. Queste caffetterie erano conosciute come mektebi 'irfan (scuole di conoscenza).



Informazioni utili per frequentare i caffè tipici tunisini
I caffè tipici tunisini, a volte anche molto spartani, sono, principalmente, luoghi riservati agli uomini. Nella stragrande maggioranza dei caffè in Tunisia, l'accesso alle donne è vietato o almeno scoraggiato. Sono luoghi dove il tunisino si ferma anche ore a sorseggiare un caffe, un tè (tay).
I pochi caffè in cui anche le donne sono benvenute (per lo più situati nelle zone turistiche o in alcune grandi città) sono chiamati " caffè mixte " (caffè misto), caffè resto.
Nella maggior parte dei caffè non turistici, le coppie di turisti sono comunque accettate. Le donne da sole non dovrebbero entrare se non vogliono essere invitate ad andarsene (questo perché le donne che entrano in un caffè senza la compagnia di un uomo sono spesso considerate "in cerca di clienti").
In quasi tutti i caffè, ad eccezione di alcuni nelle zone turistiche, sono disponibili solo bevande analcoliche. L'ordine di una sola bevanda è sufficiente per rimanere lì per ore a parlare, giocare a carte o guardare la TV.
In tutti i caffè, la TV è sempre accesa, spesso a volume molto alto e trasmette principalmente canali musicali arabi o programmi sportivi. principalmente le partite di calcio.
E' consentito fumare. Alcuni caffè hanno zone limitate ma non precludono la possibilità di fumare.
Quasi tutti i caffè offrono la possibilità di fumare la shisha (narghilè pipa ad acqua ). Basta ordinarla al cameriere e il servizio verrà poi svolto da lui. Il narghilè ha tanti nomi shisha, hookan, tabamel a seconda della cultura e del posto in cui ci si trova, è un oggetto molto antico: ha alle spalle 500 anni di storia (1).
Una delle prime cose che cercano gli italiani all'estero è il caffè, che in arabo, e anche in tunisino, si dice QAHWAed è una parola femminile. I tunisini sono profondamente innamorati del caffè, tanto che esiste una celebre canzone di Mohamed Jammoussiche è fondamentalmente un ode al caffèe alla ritualità ad esso legata. Inoltre, una leggenda vuole che il caffèsia stato proprio scoperto in Tunisia! Sidi Bel Hassan Al Shedhli, uno dei maggiori marabutti di Tunisi, impegnato a studiare i testi religiosi, non riusciva a sconfiggere il sonno, mentre la pecora dei vicini belava senza sosta tutta la notte. Sidi Bel Hassan vide in seguito che la pecora mangiava una pianta dalle bacche rosse. Aveva scoperto il caffè.
La parola qahwa, come in italiano, indica sia la bevanda che il locale, per cui si dice : "noshrob qahwa" "bevo un caffè" e "nemshi li el-qahwa" "vado al caffè", ma esistono anche caffè con pochi tavoli che si chiamano Kafitiria. In un paese dove vige il divieto di consumazione di bevande alcoliche all'aperto in pubblico, il caffè svolge la funzione sociale che in Italia èpiuttosto quella dei bar. Aspettatevi che vostri amici vi domandino : "waqtesh na'mlu qahwa?", " quando ci prendiamo un caffé?" oppure "ija na'mlu qahwa", "vieni, prendiamo un caffè". Abbastanza comune a Tunisi è usare il diminutivo QHIWA, "un caffettino". Ricordatevi che in Tunisia non esiste il caffè bevuto di fretta al banco,bisogna sedersi e sorseggiarlo lentamente, e non vi stupite infatti se tanti continuano a berlo ormai freddo!
Nei quartieri popolari, molti caffè si trasformano in vere e proprie sale da gioco in cui si consumano accanite partite a Shkubba, la Scopa tunisina, e Ramin, tutti giochi importati dagli italiani. Il mondo tunisino del caffè è infatti un ottimo rappresentante dell'interculturalità che permea la lingua e la cultura del paese. Quando il cameriere, detto QAHWEJI con il suffisso -ji di origine turca, o serveur in francese, vi chiederà probabilmente: "esh toshrob?" "cosa bevi" o "shnuwa njiblek" "cosa ti porto?", "nsharrabkom haja? " vi porto qualcosa da bere?", la scelta dei caffè possibili è tutta fatta da parole francesi, fatta eccezione per QAHWA 'ARBI, letteralmente "caffé arabo" che noi conosciamo come "caffè turco", e che, attenzione, vi arriva già zuccherato se non richiesto altrimenti!
Potrete dunque rispondergli "jibli..": "portami…"/ "hatli o 'atini" "dammi", "nekhudh" "prendo" :
● express, il nostro amato espresso
● allongé, caffè lungo
● direct, più un piccolo caffellatte che un caffé macchiato
● capucin, il cappuccino.
● américain, l'americano
Questi sono i tipi di caffè che in genere tutti hanno. Ovviamente si può anche ordinare un tè alla menta, che si dice Tay.
(1) Shisha (narghilè pipa ad acqua). Nasce in Egitto e si diffonde in India, Turchia, Tunisia e oggi in quasi tutti i paesi del mondo. La nascita è semplice: una noce di cocco con due buchi una canna di bambù è un piccolo braciere di terracotta. Da li gli oggetti che abbiamo oggi in vetro, acciaio, ottone e legno.
Il concetto è semplice, una ampolla che contiene acqua fredda un corpo centrale fatto di una canna che pesca nell'acqua, un braciere all'altro capo e un tubo per aspirare le essenze. In pratica una pipa, ma ad acqua, infatti vengono chiamate anche "pipe ad acqua". Il funzionamento è semplice: la persona aspira dal tubo l'aria che prima passa dai carboni ardenti sul braciere, poi al tabacco, successivamente all'acqua che raffredda il fumo e lo trasforma parzialmente in vapore, fino alla bocca dove il vapore/fumo aromatizzato giunge creando una gradevolissima sensazione di mela, pesca, limone, uva a seconda della fragranza che abbiamo scelto.


(e anche mandorle fresche) che non solo arricchisce il sapore, ma rende la bevanda un'esperienza autentica e nutriente. In questo articolo esploreremo le origini di questa tradizione, il ruolo dei pinoli nel tè tunisino, e come questa pratica rappresenta la cultura e il calore umano che contraddistingue la Tunisia.
In Tunisia, il tè è molto più di una semplice bevanda: è un rituale che segna l'incontro e la convivialità. Non importa se si tratta di una visita formale o di un incontro informale, ogni ospite viene sempre accolto con una tazza di tè, simbolo di benvenuto e ospitalità. Sebbene il tè sia stato introdotto nella regione nel corso del XIX secolo, la sua diffusione e la sua evoluzione si sono adattate perfettamente alla cultura tunisina.

2. Disponibilità di Ingredienti Locali: I pinoli sono facilmente reperibili nella regione del Maghreb, e in Tunisia in particolare. Sono una fonte naturale di energia e nutrienti, rendendoli un ingrediente ideale da aggiungere al tè. In un contesto in cui la popolazione cercava ingredienti che fossero facilmente accessibili e che avessero proprietà benefiche, i pinoli si sono rivelati perfetti per arricchire il tè rosso, conferendogli una consistenza piacevole e un sapore unico.
3. Benefici Nutrizionali: I pinoli sono ricchi di grassi sani, vitamine come la vitamina E e minerali come il magnesio e il potassio. L'aggiunta di pinoli al tè non solo migliora il suo sapore, ma lo arricchisce anche di proprietà benefiche per la salute. In particolare, i pinoli sono noti per i loro effetti positivi sulla salute cardiovascolare e per il miglioramento della circolazione sanguigna. In un paese dove il tè è consumato regolarmente, l'aggiunta di un ingrediente tanto nutriente ha reso questa bevanda non solo un piacere, ma anche un alleato per la salute.

Tè (شاي in arabo)
Tè alla menta è spesso chiamato atay o tay
Il tè in Tunisia è molto più di una bevanda; è un profondo rituale di ospitalità, servito caldo e dolce, spesso a base di tè verde, menta fresca e una generosa manciata di pinoli o mandorle. Preparato solitamente con la varietà cinese Gunpowder, viene versato da una certa altezza in piccoli bicchieri di vetro per creare una caratteristica schiuma.
Non si tratta solo di un'infusione calda e dolce, ma di un vero e proprio rituale che racconta storie di ospitalità, tradizione e convivialità. Una delle caratteristiche più particolari del tè tunisino è l'aggiunta di pinoli,

Durante il periodo ottomano, il caffè era la bevanda predominante, ed è ancora oggi molto consumato nelle caffetterie, soprattutto nei locali frequentati esclusivamente da uomini. Tuttavia, il tè ha trovato la sua nicchia nei saloni di tè misti, dove uomini e donne si riuniscono per socializzare. La sua dolcezza e il suo profumo lo rendono perfetto per accompagnare i momenti di relax e conversazione, e l'aggiunta di ingredienti come i pinoli ha contribuito a fare di questa bevanda una vera e propria arte.
L'origine dell'aggiunta di pinoli
La tradizione di aggiungere pinoli al tè in Tunisia affonda le sue radici in una combinazione di motivi storici, culturali e pratici. Non esiste una sola teoria che possa spiegare con certezza questa usanza, ma sono molte le spiegazioni che contribuiscono a rendere il tè tunisino così speciale.
1. Influenze Berbere e Arabe: La Tunisia ha una lunga storia di scambi culturali tra le popolazioni berbere e arabe, che ha influenzato profondamente la cucina e le tradizioni alimentari. I berberi, in particolare, sono noti per l'uso di frutta secca, semi e noci nelle loro preparazioni culinarie. L'aggiunta di pinoli al tè potrebbe quindi derivare da questa tradizione berbera di arricchire le bevande con ingredienti nutrienti e aromatici. Sebbene il tè sia stato introdotto relativamente tardi, l'uso dei pinoli può essere visto come un'integrazione delle tradizioni culinarie locali.

Tè tunisino
Il tè è una bevanda che unisce le persone in tutto il mondo, ma in Tunisia, assume una forma speciale e distintiva che lo rende unico nel suo genere. Non si tratta solo di un'infusione calda e dolce, ma di un vero e proprio rituale che racconta storie di ospitalità, tradizione e convivialità. Una delle caratteristiche più particolari del tè tunisino è l'aggiunta di pinoli, che non solo arricchisce il sapore, ma rende la bevanda un'esperienza autentica e nutriente. In questo articolo esploreremo le origini di questa tradizione, il ruolo dei pinoli nel tè tunisino, e come questa pratica rappresenta la cultura e il calore umano che contraddistingue la Tunisia.
Il Tè in Tunisia: un rituale sociale
In Tunisia, il tè è molto più di una semplice bevanda: è un rituale che segna l'incontro e la convivialità. Non importa se si tratta di una visita formale o di un incontro informale, ogni ospite viene sempre accolto con una tazza di tè, simbolo di benvenuto e ospitalità. Sebbene il tè sia stato introdotto nella regione nel corso del XIX secolo, la sua diffusione e la sua evoluzione si sono adattate perfettamente alla cultura tunisina.
Durante il periodo ottomano, il caffè era la bevanda predominante, ed è ancora oggi molto consumato nelle caffetterie, soprattutto nei locali frequentati esclusivamente da uomini. Tuttavia, il tè ha trovato la sua nicchia nei saloni di tè misti, dove uomini e donne si riuniscono per socializzare. La sua dolcezza e il suo profumo lo rendono perfetto per accompagnare i momenti di relax e conversazione, e l'aggiunta di ingredienti come i pinoli ha contribuito a fare di questa bevanda una vera e propria arte.
Il Tè rosso con pinoli (e mandorle fresche)
Bere il tè in Tunisia non è solo un atto fisico, ma un'esperienza sensoriale che coinvolge tutti i sensi. La preparazione del tè rosso tunisino con pinoli (o con mandorle fresche) è un momento di connessione, sia con gli altri che con la tradizione. La ricetta tradizionale prevede l'infusione di tè nero o verde con zucchero e una generosa manciata di menta fresca. Una volta preparato, il tè viene versato in bicchieri nei quali si aggiungono i pinoli, che donano un sapore morbido e delicato. I pinoli possono essere tostati per esaltare ulteriormente il loro aroma, creando una bevanda ricca di sfumature gustative.
Oltre al gusto, l'esperienza visiva gioca un ruolo fondamentale: la vista del tè fumante, con i pinoli che galleggiano delicatamente sulla superficie, è una parte importante di questo rituale. Un tè ben preparato, con l'aggiunta di pinoli, non è solo una bevanda da sorseggiare, ma un vero e proprio momento di estasi che coinvolge tutti i sensi.
Il tè tunisino con pinoli è molto più di una semplice bevanda: è un legame con la storia, la cultura e la tradizione del paese. Ogni sorso racconta una storia di ospitalità, di nutrimento e di amore per gli ingredienti locali. La combinazione del tè, della menta fresca e dei pinoli crea un equilibrio perfetto di sapori e benefici, rendendo il tè tunisino un'esperienza unica che affascina e conquista chiunque abbia la fortuna di provarlo. Unisciti alla tradizione e lasciati avvolgere dal calore e dalla dolcezza del tè tunisino, simbolo di un incontro che va oltre la bevanda stessa.
L'influenza culturale: Tè e ospitalità
In Tunisia, l'ospitalità è un valore fondamentale, e offrire il tè con pinoli agli ospiti è un segno di rispetto e accoglienza. La generosità del padrone di casa si riflette non solo nel tè, ma anche nella cura con cui viene servito. Spesso, il tè viene accompagnato da dolci tipici come il makroudh, che con il suo sapore dolce e ricco di datteri e frutta secca, si sposa perfettamente con la bevanda. In questo contesto, il tè con pinoli diventa un simbolo di abbondanza e di cura verso gli ospiti, un elemento che arricchisce ogni incontro.
Tratto da: www.mercatoarabo.it/scopri-il-segreto-unico-del-te-tunisino/

una vera e propria istituzione, è utile quindi avere sempre spiccioli a portata di mano per ogni servizio ricevuto. Ricordiamo che per i mussulmani aiutare i bisognosi è un obbligo e molte famiglie sono abituate a vivere anche su queste scarse entrate. Nei locali più eleganti è prevista la mancia, che di solito ammonta al 10-15% del conto. Nei ristoranti e caffè più semplici è sufficiente lasciare un dinar, come anche nei bagni pubblici. Ricordate che molti facchini, guide e altri personaggi del genere si guadagnano da vivere in questo modo; è meglio invece evitare di premiare con del denaro i venditori e i procacciatori di clienti troppo aggressivi.
Quanto dare
In ristoranti e caffè più eleganti: In genere si lascia tra il 10% e il 15% del conto.
In bar e caffè più semplici: Uno/due dinari è solitamente sufficiente.
Per servizi vari: Per facchini e guide è appropriato lasciare circa due/tre dinari.
Per i bagni pubblici un Dinaro.
Per i taxi: Si può arrotondare l'importo della corsa oppure lasciare dai 3 ai 5 Dinari (naturalmanete se il conducente è stato cordiale e disponibile! Se ha provato a fare il furbo e non accendere il tassametro si può anche non lasciare la mancia).
MANCE
Le mance, sebbene non ci sia un obbligo in Tunisia, sono molto apprezzate come segno di gratitudine per un buon servizio.
In Tunisia le mance sono apprezzate e frequenti, quasi un obbligo sociale, specialmente per chi lavora nel turismo. Si usano spiccioli in Dinari Tunisini (TND) per servizi vari come taxi (arrotondando), ristoranti e caffè (1-2 Dinar), e per facchini e guide (10-15% in ristoranti eleganti, piccoli importi altrove). Poiché i salari sono bassi, anche piccole somme fanno la differenza, ma è preferibile usare valuta locale (Dinar) piuttosto che Euro. Le mance in Tunisia sono


