Accoglienza, ospitalità e rispetto

21.04.2026
Stemma di Hergla
Stemma di Hergla

Benvenuto in Tunisia". L'ospitalità è istintiva. Così, lontano dai sentieri più frequentati e dai classici circuiti turistici ho conosciuto la Tunisia più autentica, fatta di gente che mi ha aperto la porta di casa e di cibo mangiato con le mani "la forchetta di Allah". 

E' stata un'esperienza basata sull'incontro e sulla scoperta, sulla socialità e sulla comprensione. Ma quello che ha fatto davvero la differenza sono state le meravigliose persone che ho incontrato nel mio vivere la Tunisia, il paese di pescatori cui vivo buona parte dell'anno, Hergla !

Ho avuto il tempo per osservare, fermarmi, parlare. E alla fine, più dei luoghi, mi restano i volti, le voci e la naturale gentilezza, ospitalità incontrata lungo la strada del girovagare in Tunisia. Ho vissuto e vivo la Tunisia con lentezza e attenzione, e posso dirlo con certezza: quello che mi porto addosso, più della sabbia del mare e del deserto, è l'umanità delle persone incontrate.

All'inizio, come accade in molti paesi dove l'accoglienza può sembrare troppo "spontanea" per essere vera, ero un po' scettico: mi chiedevo "perché questo tunisino mi sta aiutando, vorrà qualcosa in cambio".

In Tunisia mi è successo molto raramente che dietro un gesto gentile ci fosse una richiesta. E quando è accaduto, è stato fatto con educazione e rispetto, senza insistenza. Il più delle volte, invece, l'aiuto era puro e gratuito. Col tempo ho imparato a comprendere alcuni gesti, ad accettare, a sorridere. E mi sono accorto che, in fondo, ero io che avevo ricevuto più di quanto avevo dato.

Poi c'è un sentimento diffuso di rispetto e amore per l'Italia, gli italiani, una connessione storica e affettiva che si percepisce.

Uno dei pregiudizi più comuni sulla Tunisia riguarda la sicurezza. Una buona parte degli italiani, europei, collega la Tunisia (come gli altri Paesi dell'Islam) al terrorismo senza sapere che il Paese è stato esso stesso una vittima significativa del terrorismo, subendo gravi attacchi (come al Museo del Bardo, a Djerba e a Sousse nel 2015)* che hanno colpito duramente il turismo e l'economia locale. Nonostante la percezione diffusa, le forze di sicurezza tunisine sono costantemente impegnate in operazioni anti-terrorismo per contrastare gruppi attivi principalmente nelle zone montuose al confine con l'Algeria. In sintesi, la Tunisia affronta sfide di sicurezza complesse, ma è anche un Paese che lotta attivamente contro il fondamentalismo e che cerca di mantenere la stabilità.

Detto ciò, non mi sono mai sentito in pericolo. La presenza della Polizia è costante ma mai oppressiva. I numerosi posti di blocco. nei quali sono stato fermato tantissime volte, sono stati sempre cordiali, rapidi, rispettosi. Anzi, a volte si trasformavano in una conversazione informale, dove gli Agenti erano più curiosi di sapere come stessi vivendo la residenza, il viaggio che interessati ai miei documenti.

Oggi la Tunisia non è virale, non è più glamour. E proprio per questo è rimasta autentica. È una di quelle mete che non seguono le mode. O che dalle mode è stata esclusa. Chi ci arriva lo fa per curiosità vera: viaggiatori indipendenti, spiriti curiosi, appassionati di storia o avventurieri del deserto in moto o con i potenti 4x4.

La Tunisia non cerca di piacerti. E forse per questo ti rimane dentro. È economica, accessibile, ricca di storia e umanità. Una terra dove si viaggia ancora per incontrare, non solo per vedere.

________________________________________________________________________________

(*) L'attentato al Museo nazionale del Bardo di Tunisi è stato un attacco terroristico avvenuto il 18 marzo 2015 verso le 12:30. Nell'attentato sono morte 24 persone, tra cui 21 turisti, un agente delle forze dell'ordine e due terroristi, e 45 sono rimaste ferite. Si tratta dell'attentato terroristico con il maggior numero di vittime avvenuto a Tunisi. L'attentato è stato rivendicato dallo Stato Islamico, organizzazione terroristica paramilitare internazionale.
(*) L'attentato alla Sinagofa di Djerba è avvenuto l'11 aprile 2002 un bus di turisti tedeschi arrivava alla sinagoga di La Ghriba nell'isola di Djerba, in Tunisia, fermandosi nella piazzetta della sinagoga vicino a un camion della Iveco riempito di propano dal terrorista islamico suicida Nizar Nawar. L'esplosione uccise 14 turisti tedeschi, un francese e sei tunisini. Fu il primo attentato di Al Qaida dopo l'11 settembre.
(*)L'attentato terroristico di Sousse (presso l'hotel Riu Imperial Marhaba a Port El Kantaoui, Sousse) del 26 giugno 2015 è stato un tragico attacco avvenuto in una spiaggia tunisina, rivendicato dall'ISIS. Un uomo armato ha ucciso 38 persone, tra cui molti turisti britannici, e ferito altre 39, prima di essere ucciso. Le indagini hanno collegato questo attacco a quello del museo del Bardo.


La cultura tunisina è un affascinante mosaico arabo-berbero con influenze mediterranee, francesi e fenicie, caratterizzata da tolleranza religiosa (Islam sunnita), ospitalità e un profondo rispetto per le tradizioni locali.

La Tunisia offre quindi un ricco patrimonio culturale che fonde antiche tradizioni con un'apertura verso la modernità, rendendola una meta affascinante per la sua identità unica.

L'ospitalità in Tunisia è un pilastro fondamentale della cultura locale, spesso descritta come calorosa, autentica e profondamente radicata nelle tradizioni. Non si tratta solo di accoglienza turistica, ma di un vero e proprio rituale sociale basato sul rispetto, la generosità e la cura dell'ospite.

Gli elementi chiave che rendono unica l'ospitalità tunisina sono: i saluti calorosi, spesso includendo strette di mano e talvolta il gesto di portare la mano al cuore per mostrare sincerità e rispetto seguiti da sorrisi. L'accoglienza in famiglia è il gesto che dimostra assoluto rispetto e affetto. I tunisini sono noti per la loro apertura. Invitare estranei o conoscenti a condividere un pasto, un tè è molto frequente, specialmente nelle aree rurali dove l'ospitalità è sacra. Infatti in queste occasioni il rituale del tè (spesso alla menta con pinoli) e del caffè è un gesto di benvenuto essenziale. È una pausa che simboleggia calore e connessione. La condivisione del cibo è centrale. Gli ospiti vengono trattati con generosità, offrendo piatti tradizionali come il couscous, spesso preparati con cura per mostrare rispetto. È consuetudine portare piccoli doni (dolci, datteri) quando si viene invitati a casa, un gesto reciproco di gratitudine e molto graditi per il gesto (valore del dono).

L'ospitalità in Tunisia mira a far sentire ogni visitatore protetto e benvenuto.

Share