Il porto di Hammamet (La Scala): tra archivi, memoria e storia.

29.04.2026

Hammamet nel XIX secolo: una città rivolta verso il mare. Nel XIX secolo, Hammamet era una piccola ma vivace cittadina costiera la cui vita ruotava in gran parte attorno al mare. I suoi abitanti vivevano di pesca, agricoltura su piccola scala, soprattutto agrumi, olive e orti alimentati da sorgenti locali, e commercio marittimo con le vicine città costiere. Le imbarcazioni collegavano Hammamet a Tunisi, Sousse e altre coste del Mediterraneo, trasportando cibo, tessuti, petrolio e prodotti locali.

La posizione della città lungo il Golfo di Hammamet la rendeva naturalmente aperta agli scambi commerciali. In un periodo in cui i trasporti terrestri erano lenti e difficili, un porto non era un lusso, ma una necessità. Permetteva ai mercanti di esportare prodotti agricoli, ai pescatori di vendere il loro pescato oltre il mercato locale e alla città di rimanere economicamente collegata alla regione circostante. Il mare era al tempo stesso fonte di sostentamento e porta d'accesso alla prosperità, il che spiega perché l'esistenza di un porto organizzato ad Hammamet fosse così importante per il suo sviluppo.

Grazie alla ricerca storica e ai documenti d'archivio, è ora possibile comprendere meglio l'esistenza e lo sviluppo di un antico porto di Hammamet, localmente noto come La Scala o Esqala, i cui resti sono ancora visibili nel centro storico sotto forma di scogli e strutture erose dalle onde.

Un porto ufficialmente attestato fin dal XIX secolo.

Un documento d'archivio datato 19 Dhul Hijjah 1289 AH, 1872, conservato presso l'Archivio Nazionale, conferma formalmente che Hammamet possedeva un porto ufficialmente riconosciuto dallo stato tunisino prima del periodo coloniale francese.

Con decreto beylico(1), nel 1872 il sovrano della Tunisia decise di convertire il porto di Hammamet in un porto commerciale, destinato principalmente all'esportazione di merci, sul modello del porto di La Marsa. Tale decisione fu trasmessa da Mustapha Ben Ismaïl, governatore di Cap Bon, al generale Khaïreddine, all'epoca ministro.

Lo stesso documento specifica che l'amministrazione portuale era strutturata come segue: Ahmed Ben Mohamed Kababou, un notaio, era responsabile della registrazione delle merci; Ali Ben Othman El Karoui El Hanafi era responsabile della supervisione delle esportazioni. Entrambi furono nominati in seguito a raccomandazioni scritte dei notabili di Hammamet.

Questo testo conferma chiaramente l'esistenza di un porto funzionale, organizzato e attivo ad Hammamet nel XIX secolo, ben prima della colonizzazione francese del 1881.

Dal porto commerciale al porto secondario sotto protettorato

Con l'istituzione del Protettorato francese nel 1881, la politica portuale si è orientata verso i principali porti strategici come Tunisi, Biserta e Sfax.

Hammamet, pur essendo stata in passato dotata di un porto riconosciuto, perse gradualmente il suo ruolo commerciale principale, mantenendo soprattutto una funzione locale, probabilmente incentrata sulla pesca e sul commercio costiero.

Fu in questo contesto che la kasbah, la fortezza di Hammamet, divenne un punto chiave di controllo militare e amministrativo, in particolare sotto l'autorità di ufficiali francesi, tra cui il comandante Bodier, responsabile della sicurezza locale per conto della Francia.

La Seconda Guerra Mondiale: un sito esposto ma scarsamente documentato

Durante la campagna di Tunisia, dal 1942 al 1943, Hammamet acquisì un'importanza strategica. La città ospitò il quartier generale tedesco, compreso quello del feldmaresciallo Erwin Rommel. Le forze dell'Asse rimasero presenti per circa sei mesi prima di ritirarsi e di essere sconfitte dagli Alleati nella primavera del 1943.

Tuttavia, a differenza di porti importanti come Biserta o Tunisi, nessuna fonte militare internazionale menziona esplicitamente un bombardamento documentato del porto di Hammamet.

Ciò spiega l'assenza di riferimenti precisi negli archivi militari alleati o tedeschi riguardanti la distruzione di un porto chiamato Scala.

La Scala: Tra distruzione, erosione e memoria locale

I resti visibili oggi, rocce allineate e forme che ricordano moli o banchine, corrispondono molto probabilmente ai resti del porto commerciale del XIX secolo documentato negli archivi del 1872, oppure a strutture portuali più antiche modificate nel tempo, o ancora al danno cumulativo causato dall'erosione marina, dal graduale abbandono del sito e, forse, da azioni militari locali non documentate durante la Seconda Guerra Mondiale.

La memoria orale locale, tramandata di generazione in generazione, parla di un porto bombardato durante la guerra. Ciò è coerente con l'intenso contesto militare del Golfo di Hammamet, anche se le fonti scritte internazionali non menzionano uno specifico bombardamento.

Il confronto tra il testo d'archivio del 1872 e le recenti ricerche storiche porta a una conclusione certa. Sì, Hammamet possedeva un vero e proprio porto ufficiale, riconosciuto da decreto beylico e utilizzato per l'esportazione già nel XIX secolo. Questo porto declinò gradualmente sotto il Protettorato francese, diventando un porto secondario.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Hammamet era un sito strategico occupato dalle forze tedesche, il che rende plausibili i danni subiti dalla costa. L'odierna Scala rappresenta con ogni probabilità ciò che resta di questo antico porto, trasformato dal tempo, dalla storia e dal mare. In breve, La Scala non è né un mito né una semplice formazione rocciosa, ma un sito storico reale, crocevia tra archivi ufficiali, storia militare e la memoria vivente degli abitanti di Hammamet.

(1)I decreti beylicali in Tunisia, emanati dai Bey della dinastia Husaynide, hanno rappresentato lo strumento legislativo formale utilizzato, specialmente durante il periodo del Protettorato francese (1881-1956), per governare il paese. Sebbene la sovranità formale rimanesse in capo al Bey, tali decreti venivano spesso imposti o influenzati dalle autorità francesi per recepire la normativa metropolitana o per consolidare il controllo coloniale.
La dinastia Bey di Tunisi ha governato la Tunisia dal 1613 al 1957, inizialmente sotto la sovranità ottomana e poi come monarchia indipendente (Husaynidi dal 1705). Muhammad VIII al-Amin (Lamine Bey) è stato l'ultimo regnante, deposto nel 1957 con la proclamazione della Repubblica. Le principali dinastie beylicali sono state quella Muradita (1613–1702) e quella Husaynide (1705–1957).
Tratto da: https://discoveralongwithme.com/hammamet-old-port-la-scala-history/
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