
Birra in Tunisia
Sono stati i colonizzatori francesi ad introdurre in Tunisia l'arte brassicola moderna (1), la quale, come vedremo, si è affiancata alla produzione della birra tradizionale a base di datteri, uno dei frutti più diffusi nel nord Africa. proprio la Tunisia, grazie ad una delle economie almeno in parte più sviluppate dell'area, è uno dei Paesi che traina la crescita.

Birra in Tunisia – Arte brassicola
Sono stati i colonizzatori francesi ad introdurre in Tunisia l'arte brassicola moderna(1), la quale, come vedremo, si è affiancata alla produzione della birra tradizionale a base di datteri, uno dei frutti più diffusi nel nord Africa. proprio la Tunisia, grazie ad una delle economie almeno in parte più sviluppate dell'area, è uno dei Paesi che traina la crescita.

Questo si verifica nonostante che la quasi totalità dei tunisini sia di religione musulmana (che, come noto, proibisce il consumo di alcolici): la costituzione del Paese infatti è notevolmente laica, anche per quanto riguarda il commercio di birra che può essere sia prodotta che venduta.
Proprio in una delle mete turistiche più rinomate del Paese, Port El Kantaoui, affacciata sul golfo di Hammamet, è la sede di uno dei sempre più numerosi birrifici artigianali del Paese: si tratta del Golfbrau, operativo dal 2004, che propone tre diverse tipologie brassicole, tutte di matrice bavarese.
Il portfolio della casa infatti è composto da una dunkel che si presenta di color marrone scuro e si caratterizza per l'aroma di malto tostato, una helles che mette in risalto i profumi delle spezie con cui viene realizzata ed una weiss aromatizzata alla banana e ai chiodi di garofano.
Per quanto riguarda invece il primo e ancora oggi più importante birrificio della Tunisia per volumi prodotti si tratta della 'Société des Boissons de Tunisie' di proprietà del gruppo Castel. L'azienda, fondata il 25 novembre del 1889 dal giovane ingegnere francese Baldauff, è operativa nella produzione di birra dal 1925.

Per quanto riguarda invece il primo e ancora oggi più importante birrificio della Tunisia per volumi prodotti si tratta della 'Société des Boissons de Tunisie' di proprietà del gruppo Castel. L'azienda, fondata il 25 novembre del 1889 dal giovane ingegnere francese Baldauff, è operativa nella produzione di birra dal 1925.
Due le referenze locali della casa più rinomate: si tratta della Stella, una lager di color giallo paglierino nella quale spiccano le note aromatiche del caramello e del mais e della Celtia (anche questa una lager dalla gradazione alcolica del 5%) che si distingue per un aroma più dolce rispetto a quello che di norma caratterizza questo stile brassicolo.
(Tratto da: https://www.apetimemagazine.com/giro-del-mondo-in-birra-tunisia/)
(1)L'arte brassicola moderna in Tunisia, introdotta durante il periodo coloniale francese, si è sviluppata affiancandosi alla produzione tradizionale, come la birra di datteri, nota come tassabount. Oggi, questa eredità si fonde con tecniche moderne, sebbene la produzione di birra artigianale sia ancora di nicchia rispetto ai prodotti commerciali. L'arte brassicola moderna è un movimento globale che trasforma la produzione di birra in un'esperienza sensoriale complessa, fondendo antiche tradizioni con innovazione tecnica, creatività e sostenibilità. Supera la standardizzazione industriale, concentrandosi su qualità, ingredienti ricercati, uso di tecnologie avanzate moderne. I prodotti brassicoli industriali invece sono birre prodotte su vasta scala da grandi gruppi birrari, caratterizzate da processi altamente automatizzati, volumi elevati, standardizzazione del gusto e una lunga conservazione. A differenza della birra artigianale, questi prodotti sono destinati alla grande distribuzione e mirano a offrire un sapore costante nel tempo, riconoscibile ovunque.
Celtia, la birra tunisina con il sapore del Maghreb
Celtia, la birra più amata della Tunisia
La birra Celtia fu lanciata dalla Société de fabrication des boissons de Tunisie (SFBT) nel 1951 per conquistare il mercato delle birre di lusso. Il suo nome fu scelto dalla moglie del direttore della SFBT.
Per quanto riguarda invece il primo e ancora oggi più importante birrificio della Tunisia per volumi prodotti si tratta della 'Société des Boissons de Tunisie' di proprietà del gruppo Castel. L'azienda, fondata il 25 novembre del 1889 dal giovane ingegnere francese Baldauff, è operativa nella produzione di birra dal 1925.

Due le referenze locali della casa più rinomate: si tratta della Stella, una lager di color giallo paglierino nella quale spiccano le note aromatiche del caramello e del mais e della Celtia (anche questa una lager dalla gradazione alcolica del 5%) che si distingue per un aroma più dolce rispetto a quello che di norma caratterizza questo stile brassicolo(1)
Nessuna discussione sulle bevande tunisine è completa senza menzionare la Celtia, la birra più popolare del Paese. Questa lager leggera è una delle preferite dalla gente del posto e si combina perfettamente alla saporita cucina tunisina. Che stiate gustando un piatto di couscous piccante o un piatto di pesce, una Celtia fredda è l'accompagnamento perfetto.
La birra tunisina Stella della SFBT

Stella, la prima birra tunisina, nota dal 1927 per la sua iconica bottiglia di vetro, è poi disponibile in lattine da 24 cl e in due versioni, Stella Gold al 5,3% di alcol e Stella Original al 3,5% di alcol. Stella, infatti, è sempre stata venduta nella sua bottiglia originale fino al 2014, con la sua ricetta al 3,5% di alcol. Birra di qualità superiore, dal carattere autentico e deciso, Stella è il perfetto equilibrio tra aromi delicati e un'amarezza delicata.
La novità è il formato da 24 cl per una migliore accessibilità e in particolare la nuova versione Gold con il 5,3% di alcol.
I mastri birrai della SFBT hanno elaborato, con questo nuovo prodotto, una ricetta originale ed equilibrata tra aromi floreali e sensazioni fruttate.

La novità è il formato da 24 cl per una migliore accessibilità e in particolare la nuova versione Gold con il 5,3% di alcol.
I mastri birrai della SFBT hanno elaborato, con questo nuovo prodotto, una ricetta originale ed equilibrata tra aromi floreali e sensazioni fruttate.
In seguito, nel 2015, per la prima volta, la Tunisian Beverage Manufacturing Company (SFBT) ha lanciato la prima birra scura tunisina con una gradazione alcolica di 6,3 gradi, è prodotta con un processo di fermentazione radicalmente diverso dalle birre bionde solitamente presenti sul mercato tunisino. Il malto d'orzo (la miscela che costituisce la base per la produzione di qualsiasi birra), invece di essere leggermente tostato, viene tostato fino al cuore, come un buon caffè appena macinato.
Questo processo di produzione conferisce alla bevanda un bel colore marrone e una schiuma cremosa, caratteristiche delle birre di tipo "stout", così popolari in Gran Bretagna. All'olfatto, si riconosce il tipico aroma di malto caramellato, accompagnato da note fruttate (prugne secche, uvetta). All'assaggio, emergono note di caffè e cacao amaro, che conferiscono corpo alla birra. Un sottile retrogusto di crema al caffe rimane in bocca per diversi minuti.
Si consiglia di gustarlo a una temperatura compresa tra 9 e 12 gradi.
Inoltre, Stella è ora la birra premium più economica sul mercato, con un prezzo di vendita unitario molto basso.
Birra di datteri
Anche in Tunisia riveste un ruolo importante la bevanda tradizionale che viene realizzata da secoli con l'impiego di un frutto diffusissimo specie in alcune aree del Paese (ne esistono ben 42 tipologie): si tratta della birra di datteri.
La preparazione è una tradizione famigliare ed è una mansione tipicamente femminile, motivo per cui si tramanda tra le donne di generazione in generazione e viene prodotta specialmente per le grandi occasioni come i banchetti nuziali e le festività locali.
La ricetta, inoltre, si trasforma a seconda delle comunità dato che si possono usare diverse qualità di datteri (fra le più diffuse vi è la deglet nour che conferisce al prodotto finale un aroma particolarmente dolce) e molteplici tipologie di piante aromatiche che le donano anche proprietà medicinali.
I frutti vengono selezionati con particolare cura dato che devono consentire la formazione di una corposa schiuma bianca: le piante aromatiche che crescono in modo selvatico nelle regioni aride e semi aride invece sono scelte principalmente in base al loro profumo.

La tecnica di preparazione prevede di mettere le erbe a macerare per qualche giorno dentro un recipiente in terra cotta oppure in una zucca vuota ed essiccata. I datteri vengono lavati e poi impastati energicamente in un recipiente di ceramica fino ad ottenere un impasto omogeneo di colore chiaro.
Successivamente, si aggiunge il macerato di erbe e, mescolando il tutto, si forma una schiuma simile a quella prodotta dal sapone: questo il motivo per il quale si chiama "tassabount", termine che in lingua berbera significa "sapone". Una volta filtrata, la bevanda è pronta per essere consumata.
Oggi sono poche le persone che sanno preparare la birra di datteri: si tratta di una delle conseguenze della mancata valorizzazione del patrimonio rappresentato dalla grande biodiversità agricola legata alla coltivazione di tale frutto e dell'avvento sempre più massiccio dei moderni prodotti brassicoli.
Questo però non vuol dire che la bevanda tradizionale non continui a rivestire un ruolo di grande importanza nella cultura di numerose comunità fra quelle che compongono la società tunisina: essa infatti costituisce la base storica dalla quale è nata e si è sviluppata l'attuale offerta birraria locale.
(Tratto da: https://www.apetimemagazine.com/giro-del-mondo-in-birra-tunisia/)
