
L'arroganza di acuni italiani residenti in Tunisia
E' bene rammentare quando erano gli italiani a salire a bordo delle barche per emigrare in Tunisia.
Può essere interessante rileggere una pagina della storia italiana poco nota al grande pubblico, ovvero la storia degli italiani in Tunisia, in un tempo in cui erano gli europei a emigrarvi in cerca di cibo, sicurezza e libertà.
Durante il dominio Muradid della Tunisia, la città montuosa di Tabarka divenne la principale destinazione degli immigrati. Poi il Paese fu interessato da successive ondate di immigrati ebrei in arrivo dalla città italiana di Livorno. I migranti ebrei scelsero di stabilirsi in Tunisia dopo aver risieduto per molte generazioni nella città portuale commerciale italiana , a seguito della loro dalla Spagna e dal Portogallo dopo la riconquista dei paesi da parte dei cristiani.
Gli ebrei livornesi lasciarono in massa l'Italia per la Tunisia in cerca di una vita migliore; le varie generazioni si erano stabilite a Livorno dopo essere state cacciate dalla Spagna e dal Portogallo dai cristiani
Per molti secoli, la Tunisia attrasse sia immigrati europei che mercanti, soprattutto dal sud del vecchio continente, ovvero l'Italia,in particolare la Sicilia, e la Francia. I processi migratori aumentarono durante i periodi di stabilità, prosperità e ripresa economica, mentre diminuirono durante i periodi di turbolenza. Pertanto, alcuni periodi assistettero a un certo livello di migrazione, come quelli durante il governo di Hammuda Pasha al-Husseini (o Hammuda ibn Ali), così come durante la seconda metà del diciannovesimo secolo, tanto che le leggi tunisine, come il "Patto fondamentale" del 1857 e la costituzione del 1861, furono modificate per garantire i diritti delle comunità europee e ampliare le loro libertà.

In seguito alla colonizzazione francese, si assistette a ondate di immigrazione sia legale che illegale, con il numero di stranieri in notevole aumento, soprattutto italiani. Nel frattempo le autorità coloniali adottarono una strategia per coinvolgere gli imprenditori al fine di stabilire le basi coloniali in Tunisia e prendere il controllo delle sue terre.
La maggioranza degli immigrati erano lavoratori e poveri
L'immigrazione dall'Europa – e soprattutto dall'Italia – verso la Tunisia vide un grande sviluppo con l'inizio dell'ultimo quarto dell'Ottocento, mentre dall'inizio del Novecento si assistette ad un vero e proprio boom, durante il quale il numero dei soli italiani superò i centomila. (Tratto da: https://www.invictapalestina.org/archives/41969)
La trappola della "Terra di nessuno", perché in Tunisia le regole vanno rispettate, Sempre!!!
(Tratto da: https://www.facebook.com/AffittiTunisia/photos/-la-trappola-della-terra-di-nessuno-perch%C3%A9-in-tunisia-le-regole-vanno-rispettate/1386655320128713/)
Un monito dalla community social media per chi pensa di poter fare ciò che vuole.
Negli anni, ho osservato un fenomeno ricorrente, specialmente tra coloro che si trasferiscono o soggiornano a lungo in Tunisia: la pericolosa convinzione che il Paese sia una sorta di "terra di nessuno", dove le leggi siano flessibili, i controlli inesistenti e si possa agire impunemente. Questa mentalità, che porta alcuni a evitare il pagamento delle tasse, a usufruire dei servizi sanitari locali (ad esempio, senza essere iscritti alla CNAM) o a eludere altre norme, è non solo sbagliata, ma "estremamente rischiosa".
L'Illusione dell'impunità: Un grave errore di valutazione
Se è vero che l'Italia ha procedure legali spesso lunghe e complesse, la Tunisia opera con una logica diversa, dove la giustizia può essere "rapida e severa". Le leggi tunisine esistono e vengono applicate, e l'idea che "nessuno controlla" è una fantasia che può avere conseguenze drammatiche.
Molti stranieri, abituati a sistemi più tolleranti o burocraticamente lenti, pensano di poter "fare i furbi" con le leggi fiscali, le norme di residenza o persino con le regole sociali e morali. La differenza cruciale è che, in Tunisia, la distanza tra l'infrazione e il carcere è molto più breve. Il rischio di finire rapidamente dietro le sbarre per reati che in altri Paesi sarebbero puniti con una multa o una sanzione amministrativa è una "realtà tangibile".
Un promemoria potente: L'Imparzialità della Legge
Per la comunità straniera in Tunisia, si sono verificati diversi casi in cui l'inosservanza di norme, anche apparentemente minori, ha portato a conseguenze immediate e severe. Questi episodi dimostrano chiaramente due cose fondamentali:
1. Le autorità tunisine sono "meticolose nei controlli" documentali, specialmente in materia di immigrazione e residenza.
2. Le leggi, anche quelle che possono sembrare "arcaiche" o meno rilevanti in un contesto occidentale (come determinate norme sullo stato civile o sulla moralità pubblica), sono **attive e applicate** senza riguardo per lo *status* sociale, la professione precedente o la nazionalità dell'individuo. **Nessuno è immune**.
La regola d'oro: Rispettare e informarsi
Per chi vive o intende stabilirsi in Tunisia, il messaggio è uno solo: le leggi vanno "rispettate scrupolosamente".
-Tasse e Doveri Fiscali: Non pagare le tasse o tentare di evadere gli obblighi finanziari è un reato grave con conseguenze immediate e non negoziabili.
-Sanità (CNAM): L'utilizzo non autorizzato dei servizi sanitari pubblici da parte di non iscritti alla Caisse Nationale d'Assurance Maladie (CNAM) o con documentazione non in regola è un abuso che può essere perseguito. Non pensate di usufruire dei servizi come se fossero gratuiti per tutti.
-Documentazione e status: Assicuratevi che ogni vostro documento (stato civile, residenza, permesso di soggiorno) sia "perfettamente coerente e in regola" con la legislazione tunisina. Una discrepanza può essere interpretata come falso o come la prova di un reato.
La Tunisia è un Paese meraviglioso, ma "non è un far west". Il rispetto delle sue leggi è la chiave per una permanenza serena e sicura. L'arroganza o la convinzione di essere "più furbi" si scontra inesorabilmente con la realtà di un sistema legale che non perdona facilmente. Informatevi sempre tramite canali ufficiali o legali e non fidatevi mai del sentito dire.
Nonostante queste osservazioni, la Tunisia rimane una meta molto apprezzata per il trasferimento dei pensionati italiani grazie al costo della vita contenuto e alla generale ospitalità del popolo tunisino, descritto come aperto e culturalmente vicino a quello europeo.
https://www.facebook.com/AffittiTunisia
Tratto da: https://www.facebook.com/AffittiTunisia/photos/-la-trappola-della-terra-di-nessuno-perch%C3%A9-in-tunisia-le-regole-vanno-rispettate/1386655320128713/
L'arroganza di certi italiani e il mito dei "poveri pescatori"
(Tratto da: https://www.facebook.com/groups/1259513848186179/posts/1998624174275139/)
Ci sono luoghi comuni che, oltre a essere falsi, risultano offensivi. Uno di questi è l'idea che la Tunisia e il suo popolo siano bisognosi del nostro aiuto per prosperare, o che senza la nostra presenza siano destinati a una vita di stenti, riducendosi a "poveri pescatori". Questa è un'affermazione non solo superficiale, ma che dimostra una profonda ignoranza della storia e della realtà di un paese che ci accoglie con generosità.
Una storia millenaria e un'identità forte
La Tunisia vanta una storia che affonda le radici in oltre 3000 anni di civiltà. È la terra di Cartagine, la patria di **Annibale**, un genio militare la cui storia è studiata in tutto il mondo. Questo popolo è fiero delle sue origini e della sua identità, un patrimonio storico che pochi altri stati possono vantare. Non si tratta di un paese che ha bisogno di essere salvato, ma di una nazione che ha costruito la propria storia con forza, intelligenza e dignità.
Oggi, l'economia tunisina è diversificata e in continua crescita, con settori che spaziano dall'industria tessile, all'alta tecnologia, all'agricoltura e ai servizi. I tunisini sono imprenditori, professionisti e innovatori, e non hanno bisogno che qualcuno insegni loro come prosperare.
Un'ospitalità che dovremmo onorare.
I tunisini sono un popolo cordiale e generoso. La loro ospitalità è leggendaria, e chi conosce davvero la Tunisia sa che ti trattano come un membro della loro famiglia. Ti invitano a festeggiare, ti offrono un pasto, dal più povero al più ricco, senza chiedere nulla in cambio. È un senso di comunità e un'umanità che in Italia abbiamo purtroppo perso.Il popolo tunisino ama gli italiani. Apprezza la nostra cultura, il nostro spirito amichevole e il nostro amore per la "bella vita". Non è un caso se molti locali qui portano nomi italiani: "La Mamma", "Casa Nostra", "Bella Vita". Sono gesti di stima e affetto che dovremmo onorare e ricambiare con rispetto, non con arroganza.
La vera ricchezza è il rispetto
È giunto il momento di smetterla con l'atteggiamento di superiorità. Chi si trasferisce in Tunisia dovrebbe farlo con umiltà e gratitudine per l'ospitalità che riceve. La vera ricchezza non è il denaro o il potere, ma il rispetto per le persone e per la loro storia.Invece di pensare a ciò che la Tunisia non ha, dovremmo ringraziarla per ciò che ci offre: un'accoglienza sincera, una vita serena e la possibilità di riscoprire il valore delle relazioni umane, che altrove non troviamo più.
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