Cartagine
Cartagine (Tunisia). Ci sono luoghi che non si visitano soltanto: si vivono, e Cartagine è uno di questi. Si trova a pochi chilometri da Tunisi. Una città sospesa tra l'azzurro del Mediterraneo e i resti di un impero che ha fatto tremare Roma, capace oggi di regalare al viaggiatore attento un mosaico di emozioni: la suggestione delle rovine puniche e romane, la freschezza delle colline verdi, il ritmo lento dei villaggi vicini.
Cartagine archeologica, che è Patrimonio UNESCO, più che un sito unico, è un mosaico diffuso di aree sparse tra quartieri residenziali e bei giardini.
Oggi Cartagine è un prestigioso sobborgo residenziale di Tunisi, in Tunisia, noto per essere un sito archeologico di rilevanza mondiale (Patrimonio UNESCO). La zona fonde ville moderne con rovine puniche e romane, tra cui le famose Terme di Antonino, il teatro romano e la collina di Birsa, offrendo un mix unico di storia antica e vita contemporanea.
Cartagine (in latino Carthago o Karthago; in greco antico Καρχηδών?, Karchēdṓn) era un'antica città fenicia, tra le più importanti colonie puniche del Mediterraneo; all'epoca del suo massimo splendore fu capitale di un piccolo impero che includeva i territori sud-orientali della penisola iberica, la Corsica e la Sardegna sud-occidentale, la Sicilia occidentale e le coste della Libia. Il nome deriva dal fenicio 𐤒𐤓𐤕 𐤇𐤃𐤔𐤕 <QRT ḤDŠT>, Qart-ḥadašt, "Città nuova", da intendere come "Nuova Tiro".
Fondata nel IX secolo a.C. sulle sponde del golfo di Tunisi come scalo commerciale fenicio, Cartagine crebbe rapidamente in popolazione ed importanza fino a rendersi indipendente dalla madrepatria, e giunse ad esercitare notevole influenza e controllo sul Mediterraneo occidentale e sul mar Tirreno. Dal III secolo a.C. entrò in contrasto con Roma, che le disputava il controllo sulla Sicilia, il dominio dei mari e in generale vedeva nella città punica una minaccia per la sua crescente egemonia e per la sua stessa sopravvivenza. Il contrasto sfociò in un conflitto armato, che vide le due città combattersi nelle tre guerre puniche con alterne vicende.
La seconda guerra punica fu dominata in un primo tempo dal generale cartaginese Annibale, che valicate le Alpi sconfisse più volte l'esercito romano, in particolare nella battaglia del Trasimeno è stato uno degli scontri bellici maggiori della seconda guerra punica, e fu combattuta il mattino del 21 giugno 217 a. C., presso le sponde nord-occidentali del lago Trasimeno tra l'esercito romano, guidato dal console Gaio Flaminio Nepote, e quello cartaginese, al cui comando era Annibale Barca, in quella di Canne del 2 agosto del 216 a. C., che gli permise di restare padrone dell'Italia meridionale per 15 anni; tuttavia non riuscì a infliggere il colpo di grazia all'avversario. I Romani si riorganizzarono e risposero con le incursioni africane di Scipione, culminate nella vittoria su Annibale nella battaglia di Zama, 19 ottobre 202 a. C., che chiuse la guerra con il trionfo di Roma.
Al termine della terza guerra punica Cartagine fu conquistata e distrutta dalle legioni di Scipione Emiliano. Circa un secolo dopo, all'epoca di Giulio Cesare, i Romani la ricostruirono; la città rinata continuò a prosperare fin dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, divenendo parte prima del Regno vandalo e poi dell'Impero bizantino. Nel 698 d. C., Cartagine fu infine occupata dagli Omayyadi, che di fatto la spopolarono lasciando al suo posto solo un presidio militare e mettendo fine alla sua storia. I resti archeologici della città si trovano nel territorio della Cartagine moderna (Qarṭāj), piccola città della Tunisia, 16 km a nord-est di Tunisi.
Tratto da: https://it.wikipedia.org/wiki/Cartagine

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