E' legale bere alcol in Tunisia

18.04.2026

Molti visitatori si chiederanno in che modo la Tunisia gestisce l'alcol: cosa è consentito, dove acquistarlo e come la gente del posto lo affronta. La risposta è sfumata, plasmata dalla cultura, dalla religione e dalle leggi.

Prima di visitare la Tunisia non dobbiamo dimenticare che è un paese musulmano: il 99% della popolazione è di fede musulmana e in gran parte osservante. I divieti imposti dal Corano ai musulmani ovviamente non valgono per i turisti, ma è buona regola adeguare per quanto possibile il comportamento e l'abbigliamento agli usi locali, soprattutto al di fuori degli hotel.

E' bene informarsi dalle guide turistiche o presso la propria agenzia di viaggi sulle regole comportamentali e sulle disposizioni da rispettare: un modo corretto per affrontare il viaggio e il soggiorno.

Un buon musulmano è tenuto a rispettare alcune norme alimentari. I divieti fondamentali sono due: il consumo di bevande alcoliche e quello di carne di maiale, o più in generale di carne non macellata secondo le regole rituali. Sono restrittive le regole sull'abbigliamento femminile: non scoprire i piedi, non portare i tacchi alti se non in presenza del marito o delle amiche, limitare il trucco agli ornamenti ordinari come il kajal, l'henné o anelli. Profumo e rossetto non sono ammessi in pubblico. La regola musulmana impedisce ad esempio alle donne di mostrare il corpo scoperto. Queste regole però non sono un obbligo per chi non è credente e tanto meno per i turisti.

Il giorno della settimana considerato sacro dai mussulmani è il venerdì, quando a mezzogiorno si deve interrompere il lavoro e ha luogo la funzione comunitaria della gium'a.

La preghiera del venerdì è una preghiera collettiva, che si tiene ogni venerdì nel primo pomeriggio. Le moschee più grandi in cui si tengono queste preghiere sono chiamate moschee del venerdì. Per gli uomini, questa preghiera del venerdì è obbligatoria, e per le donne è auspicabile. La preghiera del venerdì è caratterizzata da un sermone pronunciato dal predicatore in generale, l'imam della moschea, e questo prima delle due genuflessioni della preghiera di Dio.

Venerdì giorno festivo per i musulmani. Il giorno sacro per l'Islām è il venerdì, considerato come ultimo giorno della settimana.

I musulmani seguono il calendario lunare per gli avvenimenti e riti religiosi. Nei paesi a maggioranza musulmana il venerdì è un giorno festivo, ma per chi vive in paesi non musulmani non è obbligatoria la chiusura delle attività commerciali salvo che per il tempo della celebrazione. Il venerdì in arabo yaum jumu'a "il giorno dell'assemblea" raduna la comunità nella moschea, la preghiera salat al-jumu' sostituisce la preghiera canonica del mezzogiorno eseguita in forma privata e ha carattere collettivo e pubblico. Si tratta di una preghiera corale preceduta dalla khutba, tenuta dall'imam della moschea o da un saggio esperto, da un predicatore che istruisce i fedeli sia sulla conoscenza di Dio e su temi di vita quotidiana, sociale e anche su temi politici. In alcuni paesi musulmani si legge un discorso uguale per tutte le moschee, preparato dall'imam della principale moschea, come accade in Turchia, una sorta di khutba statale. La preghiera collettiva è un dovere per le musulmane e i musulmani, e chi ha impedimenti a recarsi alla Moschea ha l'obbligo di recitare comunque privatamente la propria preghiera.

Tradizionalmente per il giorno festivo ci si reca in moschea con abiti curati, si usa fare l'abluzione rituale completa, bagno completo o ghusl, per recuperare la ṭahāra lo stato di purità rituale; per questo c'è una maggiore frequenza agli hammam molto spesso annessi alla moschea. Occorre arrivare puntuali con una disposizione di animo serena e pacificata dagli affanni quotidiani. La preghiera del venerdì è anche un'occasione di riunione e assemblea per la comunità musulmana di un dato territorio, per discutere di problemi comuni e individuali. Questo aiuta a rafforzare il legame di unione e coesione. La sequenza della preghiera e la sua ritualità, nella disposizione nella sala di preghiera delle persone, il loro abbigliamento simile e semplice, ricorda a chi partecipa alla preghiera del Venerdì, lo spirito di uguaglianza di tutta la comunità islamica.

La grande festa per i musulmani, è Aid al Kabir, che ricorda il miracolo compiuto da Dio quando sostituì un montone al figlio che Abramo stava per offrirgli in sacrificio. La festa, che segna anche la conclusione del periodo dedicato al pellegrinaggio a La Mecca, prevede il sacrificio di un montone, un pezzo del quale viene regalato ai poveri.

Regole e prescrizioni particolari vigono durante il Ramadan, che è il nome del nono mese del calendario arabo, il cui inizio e fine sono definiti dall'apparire della luna nuova. Questo mese, destinato a celebrare il ricordo della rivelazione del Corano, è tempo di preghiera e di istruzione religiosa. Ogni musulmano, se è sano e maggiorenne, non può assumere qualsiasi tipo di cibo e bevanda, fumare e avere rapporti sessuali dall'alba al tramonto. Ma dopo il tramonto del sole un'atmosfera di festa regna dappertutto: pranzi in famiglia, visite di amici, veglia fino a tardi.

Per i musulmani non è possibile mangiare carne di maiale, che per la religione islamica è haram, parola che significa proibita. E' scritto anche nel libro sacro dell'Islam, il Corano, che il maiale un animale impuro e per tale caratteristica risulta inadatto al consumo da parte dell'uomo. Ovviamente questa regola è nata da esperienze di vita, perché carne di maiale e bevande alcoliche nei climi caldi sono nocive per l'organismo.

Guida rapida - Capire come funziona

La Tunisia è un paese a maggioranza musulmana, ma l'alcol non è vietato. È disponibile, regolamentato e fa parte di un panorama culturale complesso, che bilancia religione, storia e vita moderna.

La legge consente la produzione, la vendita e il consumo di alcolici ed è controllata dallo Stato. Ma, secondo le regole del Corano, è proibito ai musulmani bere alcol. Le bevande alcoliche di conseguenza non sono in vendita ovunque, mentre la vendita della birra analcolica è diffusa.

L'alcol si trova negli hotel, nei ristoranti di qualità, nei grandi supermercati europei, nei negozi specializzati, ma anche in alcuni bar, specialmente quelli in spiaggia. Il consumo di alcol non è proibito ai turisti, però occorre rispetto e non bere all'aperto, fra la gente (specialmente nel periodo del Ramadam).

Dove si vende l'alcol

In Tunisia è possibile acquistare alcolici in diversi modi:

Negozi autorizzati: presenti nelle città più grandi e nelle zone turistiche. Di solito sono chiusi il venerdì e durante il Ramadan.

Supermercati e centri commerciali: alcune grandi catene hanno reparti separati per gli alcolici, accessibili sia alla gente del posto che agli stranieri.

Bar, hotel e ristoranti: gli alcolici vengono serviti apertamente nei locali autorizzati, soprattutto nelle città costiere come Tunisi, Sousse, Hammamet e Djerba.

Al di fuori di queste zone è meno comune, ma non è comunque un tabù.

I vini della Tunisia

La Tunisia vanta una delle più antiche tradizioni vinicole del Mediterraneo. I vini rossi e rosati locali sono molto apprezzati, e troverete anche birra artigianale e liquori a base di datteri o fichi.

La maggioranza dei tunisini si astiene dal bere bevande alcoliche per motivi personali e religiosi, altri amano bere in compagnia ma non in pubblico soprattutto in riservatezza sulle zone costiere. È una convivenza pacifica, non una contraddizione.

È possibile acquistare alcolici durante il Ramadan?

Durante il Ramadan, la maggior parte dei negozi e dei bar autorizzati chiude. Tuttavia, gli hotel che accolgono ospiti stranieri possono continuare a funzionare. È ancora possibile acquistare alcolici presso punti vendita selezionati nelle principali città o dove sono collocati i grandi centri commerciali, ma in modo meno visibile.

Per i turisti: cosa sapere

È possibile bere in spazi privati o in locali autorizzati. Bere in pubblico per strada è sconsigliato.

Rispettare le norme locali: evitare l'ubriachezza visibile, soprattutto nelle zone più conservatrici o durante il Ramadan.

La disponibilità e vendita: nelle piccole città potrebbe essere più difficile trovare alcolici, quindi è opportuno organizzarsi di conseguenza. La vendita è controllata. Nei supermercati, centri commerciali spesso si trova in apposite "stanze" separate, con orari ridotti (generalmente non oltre le 18:00) e chiuse il venerdì, giorno sacro.

I visitatori che lo affrontano con rispetto scoprono che l'atteggiamento della Tunisia nei confronti dell'alcol è più sfumato che restrittivo.

La storia dell'alcol in Tunisia riflette la sua identità nel corso dei secoli: antichi vigneti di Cartagine, etica islamica, tracce coloniali e turismo moderno, il tutto intrecciato insieme.

La Tunisia vive comodamente in una posizione intermedia: un paese che conserva le sue tradizioni ma comprende le realtà del mondo che lo circonda.

Dove bere: Il consumo è libero e comune in hotel, bar, ristoranti con licenza e locali notturni, specialmente nelle zone turistiche come Hammamet, Sousse e Tunisi.

Età legale: L'età minima per il consumo di alcolici è 18 anni.

Galateo: È considerato irrispettoso consumare alcolici in pubblico (strade, parchi, spiagge non private) o mostrare segni di ubriachezza.

Attenzione: Il tasso alcolemico alla guida in Tunisia è 0,00 g/l.

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