E' legale bere alcol in Tunisia
Molti visitatori si chiederanno in che modo la Tunisia gestisce l'alcol: cosa è consentito, dove acquistarlo e come la gente del posto lo affronta. La risposta è sfumata, plasmata dalla cultura, dalla religione e dalle leggi.
Prima di visitare la Tunisia non dobbiamo dimenticare che è un paese musulmano: il 99% della popolazione è di fede musulmana e in gran parte osservante. I divieti imposti dal Corano ai musulmani ovviamente non valgono per i turisti, ma è buona regola adeguare per quanto possibile il comportamento e l'abbigliamento agli usi locali, soprattutto al di fuori degli hotel.
E' bene informarsi dalle guide turistiche o presso la propria agenzia di viaggi sulle regole comportamentali e sulle disposizioni da rispettare: un modo corretto per affrontare il viaggio e il soggiorno.
Un buon musulmano è tenuto a rispettare alcune norme alimentari. I divieti fondamentali sono due: il consumo di bevande alcoliche e quello di carne di maiale, o più in generale di carne non macellata secondo le regole rituali. Sono restrittive le regole sull'abbigliamento femminile: non scoprire i piedi, non portare i tacchi alti se non in presenza del marito o delle amiche, limitare il trucco agli ornamenti ordinari come il kajal, l'henné o anelli. Profumo e rossetto non sono ammessi in pubblico. La regola musulmana impedisce ad esempio alle donne di mostrare il corpo scoperto. Queste regole però non sono un obbligo per chi non è credente e tanto meno per i turisti.
Il giorno della settimana considerato sacro dai mussulmani è il venerdì, quando a mezzogiorno si deve interrompere il lavoro e ha luogo la funzione comunitaria della gium'a.
La preghiera del venerdì è una preghiera collettiva, che si tiene ogni venerdì nel primo pomeriggio. Le moschee più grandi in cui si tengono queste preghiere sono chiamate moschee del venerdì. Per gli uomini, questa preghiera del venerdì è obbligatoria, e per le donne è auspicabile. La preghiera del venerdì è caratterizzata da un sermone pronunciato dal predicatore in generale, l'imam della moschea, e questo prima delle due genuflessioni della preghiera di Dio.
Venerdì giorno festivo per i musulmani. Il giorno sacro per l'Islām è il venerdì, considerato come ultimo giorno della settimana.
I musulmani seguono il calendario lunare per gli avvenimenti e riti religiosi. Nei paesi a maggioranza musulmana il venerdì è un giorno festivo, ma per chi vive in paesi non musulmani non è obbligatoria la chiusura delle attività commerciali salvo che per il tempo della celebrazione. Il venerdì in arabo yaum jumu'a "il giorno dell'assemblea" raduna la comunità nella moschea, la preghiera salat al-jumu' sostituisce la preghiera canonica del mezzogiorno eseguita in forma privata e ha carattere collettivo e pubblico. Si tratta di una preghiera corale preceduta dalla khutba, tenuta dall'imam della moschea o da un saggio esperto, da un predicatore che istruisce i fedeli sia sulla conoscenza di Dio e su temi di vita quotidiana, sociale e anche su temi politici. In alcuni paesi musulmani si legge un discorso uguale per tutte le moschee, preparato dall'imam della principale moschea, come accade in Turchia, una sorta di khutba statale. La preghiera collettiva è un dovere per le musulmane e i musulmani, e chi ha impedimenti a recarsi alla Moschea ha l'obbligo di recitare comunque privatamente la propria preghiera.
Tradizionalmente per il giorno festivo ci si reca in moschea con abiti curati, si usa fare l'abluzione rituale completa, bagno completo o ghusl, per recuperare la ṭahāra lo stato di purità rituale; per questo c'è una maggiore frequenza agli hammam molto spesso annessi alla moschea. Occorre arrivare puntuali con una disposizione di animo serena e pacificata dagli affanni quotidiani. La preghiera del venerdì è anche un'occasione di riunione e assemblea per la comunità musulmana di un dato territorio, per discutere di problemi comuni e individuali. Questo aiuta a rafforzare il legame di unione e coesione. La sequenza della preghiera e la sua ritualità, nella disposizione nella sala di preghiera delle persone, il loro abbigliamento simile e semplice, ricorda a chi partecipa alla preghiera del Venerdì, lo spirito di uguaglianza di tutta la comunità islamica.
La grande festa per i musulmani, è Aid al Kabir, che ricorda il miracolo compiuto da Dio quando sostituì un montone al figlio che Abramo stava per offrirgli in sacrificio. La festa, che segna anche la conclusione del periodo dedicato al pellegrinaggio a La Mecca, prevede il sacrificio di un montone, un pezzo del quale viene regalato ai poveri.
Regole e prescrizioni particolari vigono durante il Ramadan, che è il nome del nono mese del calendario arabo, il cui inizio e fine sono definiti dall'apparire della luna nuova. Questo mese, destinato a celebrare il ricordo della rivelazione del Corano, è tempo di preghiera e di istruzione religiosa. Ogni musulmano, se è sano e maggiorenne, non può assumere qualsiasi tipo di cibo e bevanda, fumare e avere rapporti sessuali dall'alba al tramonto. Ma dopo il tramonto del sole un'atmosfera di festa regna dappertutto: pranzi in famiglia, visite di amici, veglia fino a tardi.
Per i musulmani non è possibile mangiare carne di maiale, che per la religione islamica è haram, parola che significa proibita. E' scritto anche nel libro sacro dell'Islam, il Corano, che il maiale un animale impuro e per tale caratteristica risulta inadatto al consumo da parte dell'uomo. Ovviamente questa regola è nata da esperienze di vita, perché carne di maiale e bevande alcoliche nei climi caldi sono nocive per l'organismo.
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