
La Nuova Costituzione della Tunisia (2022)
La Costituzione della Repubblica di Tunisia (in arabo دستور تونس, Dustūr Tūnus) è stata adottata il 25 luglio 2022 a seguito del Referendum costituzionale del 2022 ed è entrara in vigore il 16 agosto 2022.
E' la norma giuridica suprema del Paese, occupa quindi il vertice della gerarchia delle fonti nell'ordinamento giuridico della Repubblica e, temporalmente, costituisce la quarta Costituzione nella storia della Tunisia dopo quelle del 1861, 1959 e 2014.

La Tunisia, dopo aver vissuto dieci anni di caotica transizione verso la democrazia, ha visto questo processo interrompersi il 25 luglio 2021, in seguito alla proclamazione dello stato di eccezione da parte del Presidente della Repubblica Kais Saïed. Dopo aver smantellato le istituzioni esistenti, il presidente ha redatto una nuova Costituzione adottata con un referendum a cui ha preso parte solo il 30% degli elettori. Quest'ultima Costituzione ha istituito un regime politico iperpresidenziale, in cui il Presidente della Repubblica domina l'esecutivo e le altre istituzioni, senza essere soggetto ad alcun tipo di responsabilità. Questa stessa Costituzione pone il presidente di fronte a istituzioni vulnerabili, sia che si tratti del Parlamento, che non dispone di efficaci strumenti di controllo dell'esecutivo, sia che si tratti del potere giudiziario, che non risulta fornito di quelle reali garanzie di indipendenza necessarie per funzionare come contropotere.
Stato e Islam (Tratto da: https://www.meer.com/it/70315-tunisia-una-nuova-rivoluzione-dei-gelsomini)
Il rapporto tra Stato e Islam è un altro dei punti controversi che non ha una chiara spiegazione e modalità di applicazione nella nuova Costituzione. È opportuno ricordare che l'articolo 1 della Costituzione del 1959 indicava che "La Tunisia è uno Stato libero, indipendente e sovrano, la sua lingua è l'arabo, la sua religione è l'Islam e il suo regime è la repubblica".
L'articolo della Costituzione del 2014 recita ancora: "La Tunisia è uno Stato libero e sovrano, la sua religione è l'Islam".
Prima della presentazione della nuova Costituzione il Presidente aveva annunciato l'eliminazione di tale articolo, facendo credere così ad un prossimo allontanamento della Sharia come obbligo di legge.
Lo stesso Saïed nel 2018 in una conferenza intitolata "La sua religione è l'Islam", ha ricordato che "lo Stato è una persona morale e non può, di conseguenza, avere una religione" e in una recente dichiarazione riportata su Voafrique del 21 giugno, ha precisato che: "Nella prossima Costituzione della Tunisia non parleremo di uno Stato la cui religione è l'Islam, ma (dell'appartenenza della Tunisia) a una Ummah2 (nazione) la cui religione è l'Islam. La Ummah e lo Stato sono due cose diverse".
Tale dichiarazione faceva già emergere i primi dubbi sulla sua possibile interpretazione e, infatti, nella nuova Costituzione del 30 giugno è riportato il seguente articolo 5: "La Tunisia fa parte della Umma islamica. Solo lo Stato deve garantire gli obiettivi dell'Islam in termini di rispetto della vita umana, della dignità, del denaro, della religione e della libertà".
I dubbi si sono subito trasformati in contestazioni e da diverse parti è stato denunciato che l'articolo si presta a diverse interpretazioni ambigue potendo anche autorizzare la discriminazione nei confronti di altri gruppi religiosi e lasciando libere interpretazioni, tra le quali un ritorno ad un Islam di Stato con le note conseguenze.
