Molti
visitatori italiani (europei) si
chiederanno in che modo la Tunisia gestisce l'alcol: cosa è
consentito, dove acquistarlo e come la gente del posto lo affronta.
La risposta è sfumata, plasmata dalla cultura, dalla religione e
dalle leggi.
Un
buon musulmano è tenuto a rispettare alcune norme alimentari. I
divieti fondamentali sono due: il consumo di bevande alcoliche e
quello di carne di maiale, o più in generale di carne non macellata
secondo le regole rituali. Sono restrittive le regole
sull'abbigliamento femminile: non scoprire i piedi, non portare i
tacchi alti se non in presenza del marito o delle amiche, limitare il
trucco agli ornamenti ordinari come il kajal, l'henné o anelli.
Profumo e rossetto non sono ammessi in pubblico. La regola musulmana
impedisce ad esempio alle donne di mostrare il corpo scoperto. Queste
regole però non sono un obbligo per chi non è credente e tanto meno
per i turisti.
Alcol
– cosa
dice la Legge islamica
La Tunisia è un paese
a maggioranza musulmana, ma l'alcol non è vietato dalla
Legge del Governo.
È disponibile, regolamentato e fa parte di un panorama culturale
complesso, che bilancia religione, storia e vita moderna.
"Gli insegnamenti
dell'Islam hanno una dimensione universale e sono in grado di
garantire il bene dell'umanità. Questa nobile religione dimostra
in modo argomentato la giustezza dei suoi propositi nei versetti del
Sacro Corano. L'Islam vuole che l'uomo, grazie alla sua innata
intelligenza, avanzi verso l'obiettivo supremo della propria
esistenza. Questa religione indica la ragione quale responsabile
dell'organizzazione della vita individuale e sociale dell'uomo, e
accorda una grande importanza al ruolo di questa facoltà, la quale è
considerata come guida e come prova del cuore. L'Islam respinge
tutto quello che danneggia la ragione e la naturale attività di
questo dono divino, poiché non permette nemmeno per un istante che
il suo funzionamento sia perturbato. L'alcol è una sostanza che
influenza direttamente la ragione e che ha effetti nefasti sulla
società umana a livello morale, igienico e psicologico. Niente è
più disastroso per l'uomo del fatto che la sua ragione e la sua
capacità di comprensione siano annichilite e deviate dalla retta via
mediante il consumo di alcol. La Legge islamica vieta rigorosamente
le bevande alcoliche che impediscono il normale funzionamento delle
facoltà raziocinanti" (Tratto
da:
https://islamshia.org/lislam-e-le-bevande-alcoliche-s-musavi-lari/).
La legge del
Governo consente la
produzione, la vendita e il consumo di alcolici
ed è controllata dallo Stato. Ma,
secondo
le regole del Corano, è proibito ai musulmani bere alcol. Le bevande
alcoliche di conseguenza non sono in vendita ovunque, mentre la
vendita della birra analcolica è diffusa.
L'alcol
si trova negli hotel, nei ristoranti di qualità, nei grandi
supermercati europei, nei negozi specializzati, ma anche in alcuni
bar, specialmente quelli in spiaggia. Il consumo di alcol non è
proibito ai turisti, però occorre
rispetto e
non bere all'aperto, fra la gente (specialmente
nel periodo del Ramadam).
Poi
c'è
chi per il futuro si immagina una Tunisia diversa. Sono i salafiti, i
militanti estremisti islamisti, che da un po' di tempo a questa
parte hanno alzato il tiro della loro protesta. Si tratta di persone
che
vivono nelle grandi città e nei piccoli centri, hanno le loro
moschee di riferimento e vorrebbero applicare alla lettera tutti i
precetti islamici, così come si trovano scritti nel corano. Si
tratta infatti di un movimento in forte crescita, non solo dal punto
di vista mediatico. Ultimamente
hanno fatto importanti proteste nei confronti dei gestori dei locali
che vendono gli alcolici. In linea con la dottrina coranica, i
salafiti vorrebbero proibire il consumo di qualsiasi sostanza
alcoolica, e agiscono in questo senso.
Dove
si vendono le bevande alcoliche
I negozi
autorizzati sono presenti nelle città più grandi e nelle zone turistiche. Di solito
sono chiusi il venerdì pomeriggio(1) e durante il Ramadan. Supermercati
e
centri commerciali e alcune grandi catene hanno reparti separati per gli alcolici,
accessibili sia alla gente del posto che agli stranieri. I bar, gli hotel/resort/villaggi e ristoranti (locali autorizzati perchè in possesso di apposita licenza, molto costosa per ottenerla) nelle grandi città turistiche, soprattutto nelle città costiere come Tunisi, Sousse, Hammamet e
Djerba. Al di fuori di queste
zone è meno comune, ma non è comunque impossibile trovare le bevande alcoliche.
(1)Il venerdì (yawm al-jumuʿa) è il giorno più sacro della settimana per i musulmani, caratterizzato dalla Salat al-Jumu'ah, una preghiera comunitaria obbligatoria a mezzogiorno, preceduta da un sermone (khuṭba)
Un
Paese con la sua storia vitivinicola
La storia dell'alcol in
Tunisia riflette la sua identità nel corso
dei secoli: antichi vigneti di Cartagine, etica islamica, tracce
coloniali e turismo moderno, il tutto intrecciato insieme.
La
Tunisia vive comodamente in una posizione intermedia: un paese che
conserva le sue tradizioni ma comprende le realtà del mondo che lo
circonda.
La Tunisia vanta una
delle più antiche tradizioni vinicole del Mediterraneo. I vini rossi
e rosati locali sono molto apprezzati. Non
è un caso se uno dei vini tra i più quotati in Tunisia porta il
nome di Magon, l'agronomo cartaginese autore del primo trattato di
agronomia viticola. La storia d'amore tra la Tunisia e il vino
risale all'epoca dei Fenici. Un po' rallentata con l'arrivo
dell'Islam, la produzione dei vini è stata rilanciata alla fine
del 19° secolo con gli Italiani, arrivati numerosi in Tunisia e poi
con i francesi. La maggior parte dei vitigni tunisini sono quelli che
si trovano nel sud della Francia come il Cabernet-Sauvignon,
Carignon, Syrah o Mourvedre per i rossi e Chardonnay, Muscat, Ugni e
Sauvignon per i bianchi.
Oggi,
il paese vanta alcuni grandi vigneti e sette DOC, tra cui il Magon
(DOC Mornag, vitigni Syrah e Merlot). I vini tunisini non smettono di
guadagnare in qualità e vincere medaglie d'oro in occasione di
competizioni internazionali, grazie a partenariati con specialisti ed
investitori italiani, francesi e australiani.
La maggioranza dei
tunisini si astiene
dal bere bevande alcoliche
per motivi personali e
religiosi, altri amano bere in compagnia ma
non in pubblico
soprattutto in
riservatezza sulle zone
costiere.
È una convivenza pacifica, non una contraddizione.
Acquistare alcolici durante il Ramadan
Durante il Ramadan, la
maggior parte dei negozi e dei bar autorizzati sono chiusi. Tuttavia, gli
hotel che accolgono ospiti stranieri continuano
a funzionare. Poi è
possibile acquistare alcolici presso punti vendita selezionati nelle
principali città o dove
sono collocati i grandi centri commerciali, ma
in modo meno visibile.
Per
i turisti: cosa sapere
È possibile bere in
spazi privati o in locali autorizzati. Bere in pubblico per strada è
sconsigliato.
Rispettare le norme
locali: evitare l'ubriachezza visibile, soprattutto nelle zone più
conservatrici o durante il Ramadan.
La disponibilità e
vendita: nelle piccole
città potrebbe essere più difficile trovare alcolici, quindi è
opportuno organizzarsi di conseguenza. La vendita è controllata. Nei
supermercati ecentri commerciali spesso
si trova in apposite "stanze" separate, con orari ridotti
(generalmente non oltre le 18:00) e chiuse il venerdì, giorno sacro.
I visitatori che lo
affrontano con rispetto scoprono che l'atteggiamento della Tunisia
nei confronti dell'alcol è più sfumato che restrittivo.
Il consumo è
libero e comune in hotel, bar, ristoranti con licenza e locali
notturni, specialmente nelle zone turistiche come Hammamet, Sousse e
Tunisi e Djerba.
L'età legale minima per il consumo di alcolici è 18 anni.
Per il galateo è considerato irrispettoso consumare alcolici in pubblico (strade,
parchi, spiagge non private) o mostrare segni di ubriachezza, specialmente nel periodo del Ramadam.
Attenzione:
Il tasso alcolemico alla guida in Tunisia è 0,00 g/l.